Persone transgender, la prevenzione non guarda la carta di identità

5 marzo 2023

Persone transgender, la prevenzione non guarda la carta di identità

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La prevenzione, soprattutto in campo oncologico, è un diritto di tutti. Persino un dovere si potrebbe dire. Ma per le persone transgender è spesso un diritto negato. Per difficoltà burocratiche, per discriminazione, per stigma o anche solo per scarsa preparazione del personale sanitario.

I programmi di screening possono essere ‘salva vita’

I programmi di screening come quelli per il tumore alla prostata, al seno, alla cervice uterina sono appuntamenti fondamentali nella vita di ognuno, la chiave di volta per avere una diagnosi precoce e, quindi, maggior successo di intervento sia dalle terapie farmacologiche che chirurgiche.

La rettifica anagrafica può essere un ostacolo alla prevenzione

In genere le ASL spediscono un invito ad aderire a determinati programmi di screening, in base al sesso e all’età. Ma cosa succede se il genere della carta di identità non corrisponde fedelmente alla situazione fisica? Perché si può aver fatto un intervento di vaginoplastica ma avere ancora la prostata, o aver rimosso il seno ma non completamente la ghiandola mammaria. La rettifica anagrafica per una persona transgender può diventare una barriera per accedere ai programmi di prevenzione? Spesso sì.

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L’Istituto Superiore di Sanità e il sito Infotrans

E allora che fare? Come prima cosa rivolgersi al proprio medico di medicina generale. Molte informazioni utili si trovano anche sul sito Infotrans.it dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Tumore alla prostata, un rischio anche in chi ha eseguito la vaginoplastica

 

Tutte le persone con sesso maschile assegnato alla nascita, dopo i 50 anni di età (o dopo i 45 se c’è una familiarità con il tumore della prostata) sono a rischio. Anche quelle che hanno effettuato un intervento di vaginoplastica con lembo peno-scrotale o colonvaginoplastica perché mantengono la prostata. E’ importante, quindi, che in base all’età e ai fattori di rischio si programmi uno screening che consiste sia in una visita che nel dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico).

 

Tumore al seno, la mascolinizzazione del torace non annulla il rischio

 

Gli uomini transgender spesso si sottopongono ad un intervento che rimuove il seno, un intervento di mascolinizzazione del torace. Anche per loro lo screening per il tumore al seno è importante perché nonostante l’intervento può comunque essere presente una piccola porzione di ghiandola mammaria. Però le persone che per il Servizio Sanitario Nazionale sono uomini non ricevono l’invito ad aderire ai programmi di prevenzione.

Chi è in terapia ormonale mascolinizzante deve fare i controlli al seno

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Anche chi assume terapia ormonale mascolinizzante e non ha fatto l’intervento di mastectomia deve sottoporsi allo screening per il tumore al seno perché possono essere a rischio. Mammografia e ecografia sono gli esami consigliati. In particolare, per gli uomini transgender che si sono sottoposti a mastectomia, l’ecografia è lo strumento di diagnosi più efficace.

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