SOI, una sola visita può mettere in sicurezza la vista

19 maggio 2023

SOI, una sola visita può mettere in sicurezza la vista

Con una sola visita si può mettere in sicurezza la vista di adulti e bambini

La vista rappresenta l’83 per cento delle relazioni con il mondo e perderla o metterla in ‘pericolo’ ha il costo sociale più elevato di tutti. Tra meno di 10 anni il numero delle persone cieche è destinato a raddoppiare. Dati allarmanti che devono far riflettere sull’importanza della prevenzione.

 

«’Per vedere, fatti vedere’ è una frase che uso spesso. Ambliopia, cataratta, distacco di retina, maculopatie e difetti della vista rappresentano i principali obiettivi del nostro quotidiano impegno a salvaguardia della vista. Ogni anno, è importante sottolinearlo, 7 mila medici oculisti salvano la vista a 2 milioni di persone effettuando 15 milioni di visite specialistiche.

Fondamentale è comprendere nella visita le tecnologie avanzate, a partire dalla diagnostica per immagini, che permette esami con la precisione di un millesimo di millimetro. Determinando gli stadi evolutivi della malattia e tutte le differenti tipologie di guarigione» commenta Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana alla vigilia del 20° Congresso Internazionale della SOI che si terrà a Roma dal 25 al 27 maggio.

Per una vista sempre al top

una sola visita può mettere in sicurezza la vista

Con una sola visita si può mettere in sicurezza la vista di adulti e bambini. Per questo il rispetto del ‘Calendario delle Visite Medico Specialistiche Oculistiche’, promosso dalla SOI, è davvero importante.

Una visita consente al medico di fare diagnosi, prevenzione e di prescrivere la cura giusta che si tratti di farmaci o di occhiali. Andando consapevolmente in un centro ottico con la prescrizione del medico oculista per farsi consigliare l’occhiale giusto.

Prima visita alla nascita

SOI consiglia una visita alla nascita, una entro i tre anni, il primo giorno di scuola e dagli otto ai 13 anni soprattutto per la prevenzione della miopia che oggi presenta un aumento esponenziale. A 40 anni è bene mettere in agenda una visita ogni due anni. Dopo i 60 anni le visite devono essere effettuate una volta ogni anno.

Chi si è sottoposto a interventi agli occhi come cataratta, glaucoma, chirurgia refrattiva, chirurgia retinica, strabismo o altro dopo i prestabiliti controlli del dopo intervento devono eseguire una visita medico specialistica oculistica una volta all’anno.

Migliorare la competitività dell’oftalmologia pubblica si può e si deve

«In Italia da troppo tempo – spiega Matteo Piovella – hanno accesso alle cure adeguate solo il 30% di chi ha necessità. Perché si effettuano 300.000 iniezioni intra vitreali ogni anno rispetto al milione ed oltre dell’Inghilterra della Francia e della Germania.

La penalizzazione più gravosa la stanno subendo i pazienti affetti da maculopatia, alterazione circolatoria della retina che impedisce a chi ne è affetto di poter leggere un estratto conto bancario.

Migliorare la competitività dell’oftalmologia pubblica si può e si deve. E SOI ha dimostrato nei fatti e nelle azioni di essere in grado di indicare come. Soluzioni in grado di fare la differenza a sostegno delle richieste e delle necessità dei Pazienti che ogni giorno percepiscono di avere gravi e invalidanti problemi di vista».

Nuove tecnologie

«L’oculistica – dice Piovella – in 20 anni ha avuto uno sviluppo straordinario grazie alle tecnologie digitali, a tecniche chirurgiche e terapie farmacologiche innovative. Le difficoltà organizzative e di tipo economico hanno penalizzato il SSN con l’adozione in oftalmologia di una inconcludente adozione di apparecchiature e dispositivi medici di solo il 4% rispetto al normale e necessario 80%.

Un grande problema perché impedisce diagnosi in tempo reale, non fornendo alcuna documentazione utilizzabile per studiare i casi più complessi e migliorare la qualità delle cure erogate».

Con gravi ripercussioni per la salute della vista.

Visite frammentate e più di tre mesi per una diagnosi

«Se un cittadino desidera essere visitato agli occhi – prosegue Piovella – perché non vede bene, non ha possibilità di effettuare in un unico accesso una visita medico oculistica completa. Nel pubblico ogni passaggio, ogni esame è regolato da tempistiche differenti e ticket da pagare.

Così finisce che un paziente prima di avere una diagnosi, debba trascorrere almeno 3\6 mesi in entrata ed uscita da ambulatori o reparti ospedalieri con una certezza di peggioramento di patologia e della vista.

 

Normalmente in tutto il mondo gli esami necessari devono essere eseguiti contestualmente alla visita oculistica così come nessun cardiologo effettua una visita cardiologica senza un elettrocardiogramma. Semplice e normale.

Per non parlare delle malattie silenti come il glaucoma ovviamente in totale progressione senza terapie adeguate. Abbiamo il problema strutturale delle liste d’attesa per le visite oculistiche semplicemente perché la richiesta è aumentata di 10 volte grazie alle nuove tecnologie diagnostiche che permettono di curare tanto e bene, differentemente da 20 anni fa.

Ma tutto questo ha un costo e una necessità organizzativa ben strutturata. Il sistema va cambiato».

Anestesista in sala operatoria, una sicurezza per oculista e paziente

«L’attuale assistenza oftalmologica di tipo “elettivo” – conclude Matteo Piovella – ha creato l’affermazione dell’ideologia del risparmio ad ogni costo, decidendo che gli interventi di oculistica si debbano effettuare senza l’aiuto e il sostegno del Medico Anestesista.

Questo ha triplicato ovviamente il numero di complicazioni intraoperatorie per la chirurgia della cataratta, che oggi la SOI calcola corrispondano a 18.000 casi ogni anno con conseguenze negative per il recupero di una normale visione post intervento.

Il medico anestesista, così come avviene in tutto il mondo, deve essere presenti in sala operatoria per fronteggiare le eventuali difficoltà anestesiologiche e non solo. La tranquillità di un’operazione di cataratta, l’intervento maggiormente eseguito al mondo – solo in Italia 650 mila interventi ogni anno – si realizza anche mediante l’insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’operazione.

E questo passa attraverso l’assistenza e la collaborazione tra medico oculista e medico anestesista».

Foto: Unsplash