SIMI, rischi per la salute tra i giovani per aumento uso e-cig e tabacco riscaldato

6 luglio 2024

SIMI, rischi per la salute tra i giovani per aumento uso e-cig e tabacco riscaldato

SIMI, rischi per la salute tra i giovani per aumento uso e-cig e tabacco riscaldato

Lo scopo era quello di fumare di meno. Non è andata così. Sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato hanno avuto, al contrario, un vero e proprio boom. Anche tra i giovanissimi. Sulla considerazione che ‘facciano molto meno male del fumo di sigaretta’ è ancora presto per pronunciarsi ma i risultati dei primi studi sui possibili pericoli non sono rassicuranti.

 

A cominciare dalla revisione degli esperti della Società Italiana di Medicina Interna della letteratura scientifica sull’impatto delle e-cig e dei prodotti a tabacco riscaldato sulle patologie respiratorie. Il messaggio della SIMI è allarmante: e-cig e prodotti a tabacco riscaldato stanno diventando una seria minaccia per la salute dei giovanissimi che si accostano sempre più numerosi al fumo del terzo millennio.

Fare chiarezza è davvero importante

«Come internisti – afferma il primo autore della review, Paola Andreozzi, componente del Consiglio Direttivo della SIMI – molto di frequente ci troviamo ad assistere pazienti con malattie correlate al fumo. Per questo è necessario fare chiarezza tra i medici e con il pubblico su cosa dobbiamo attenderci, in termini di pericoli per la salute, dal fumo del terzo millennio, che spesso tra l’altro, continua ad associarsi alle sigarette tradizionali, in un tandem pericolosissimo».

Non accostarsi al fumo è la sola valida prevenzione

SIMI, rischi per la salute tra i giovani per aumento e-cig e tabacco riscaldato

«Gli internisti – prosegue Nicola Montano, presidente eletto della SIMI – devono essere ben informati delle tendenze emergenti rispetto alle patologie, in particolare respiratorie (asma e BPCO), indotte da queste alternative al fumo di sigaretta. E un imperativo fondamentale è quello di prevenire che le persone si accostino al fumo in qualunque forma».

Anche con l’e-cig rischio dipendenza da nicotina

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«Purtroppo – sottolinea il professore Antonello Pietrangelo, past-president della SIMI – l’uso di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato sta aumentando in maniera preoccupante tra i giovani e gli adolescenti, che rischiano di sviluppare una dipendenza dalla nicotina e di avvicinarsi in seguito al fumo tradizionale. Il loro uso nei giovanissimi deve insomma essere ristretto con tutti i mezzi».

Smettere di fumare non è facile ma non impossibile

«Smettere di fumare non è impresa facile – ammette Giorgio Sesti, presidente della SIMI – ma l’esame di tutta la letteratura scientifica disponibile dimostra che e-cig e prodotti a tabacco riscaldato sono alternative tutt’altro che prive di rischi. Il loro uso comporta un aumentato rischio di ammalarsi di asma e/o BPCO e di danneggiare la funzionalità dei polmoni, rispetto ai non fumatori. Solo nel caso di un forte fumatore di sigarette tradizionali che non riesca proprio a smettere di fumare, l’impiego di questi prodotti alternativi può trovare una giustificazione, nel tentativo di mitigare il rischio».

Meno pericoloso non significa innocuo

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E-cig e prodotti a tabacco riscaldato possono infiammare le vie aeree e aumentare la suscettibilità alle infezioni virali. Inoltre, anche se in modo diverso rispetto alle sigarette tradizionali, contengono sostanze chimiche in grado di alterare il DNA e questo potrebbe favorire la comparsa di tumori, a distanza di anni.

Gli utilizzatori di e-cig hanno una maggior incidenza di asma/BPCO e sintomi peggiori, rispetto ai non fumatori. Un dato che allarma soprattutto nei più giovani.

Sono in particolare i liquidi aromatizzati (quelli destinati al mercato di giovani e giovanissimi) ad avere la maggior azione irritante sulle vie aeree. E-cig e prodotti a tabacco riscaldato dunque non sono affatto innocui, anche se meno pericolosi delle sigarette tradizionali. In letteratura, inoltre, non ci sono neppure prove conclusive sul fatto che e-cig o prodotti a tabacco riscaldato siano effettivamente efficaci nel consentire ai fumatori (di sigarette) di smettere di fumare.

Non è solo ‘vapore’

Rispetto al fumo di sigaretta i liquidi delle e-cig contengono un minor numero di sostanze: glicerolo vegetale, propilen glicole, nicotina e acqua, ai quali si aggiungono aromi artificiali, estratti naturali o una combinazione dei due.

Le e-cig non producono fumo, ma vapore. L’inalazione del loro aerosol riscaldato può scatenare un’infiammazione delle vie aeree. Anche se con minor violenza rispetto al fumo di sigaretta. I vapori delle e-cig sono inoltre tossici per le cellule, soprattutto nei liquidi molto aromatizzati. Ne influenzano la proliferazione e ne alterano la morfologia, in modo simile alla nicotina delle sigarette. Possono inoltre stimolare la produzione di ROS, che danneggiano il DNA e riducono la vitalità delle cellule.

Le e-cig inoltre aumentano la suscettibilità alle infezioni respiratorie e possono esacerbare i sintomi di asma e BPCO.

Anche gli HNB contengono sostanze chimiche dannose. Come la nicotina, particolato, benzene, acroleina e nitrosamine, in quantità inferiore a quella del fumo di sigaretta tradizionale, ma sempre pericolosa.

Il loro uso prolungato si associa ad alterazioni dell’endotelio (il rivestimento interno dei vasi), a danno ossidativo e ad attivazione delle piastrine. Aumentano l’infiammazione delle vie aeree e il rischio di infezioni a questo livello. Insomma, sono tutt’altro che innocue.

Foto: Canva, Pixabay