Siesta, per i neurologi ‘breve e regolare fa bene al cervello’

20 luglio 2023

Siesta, per i neurologi ‘breve e regolare fa bene al cervello’

Siesta, per i neurologi ‘breve e regolare fa bene al cervello’

Estate dolce dormire. E il caldo di questi giorni invita particolarmente a riposarsi durante il giorno. Con sieste ristoratrici. E il cervello ringrazia. A dirlo la Società Italiana di Neurologia che ha diffuso i risultati di importanti studi scientifici che dimostrano i benefici della siesta.

 

Uno studio della Northwestern University pubblicato su Current Biology ha mostrato che temperature superiori a 25 gradi invitano alla siesta. La ragione è il termometro cerebrale che regola il metabolismo corporeo in base alle temperature.

Via libera a sonnellini pomeridiani ma attenzione a non esagerare

I benefici cerebrali si evidenziano con una siesta compresa fra 5 e 15 minuti e possono protrarsi fino a 1 o 3 ore dopo il sonnellino pomeridiano. Se la siesta supera mezz’ora invece si osserva un transitorio deterioramento delle performance cognitive.

Esiste una predisposizione genetica

Siesta, esiste una predisposizione genetica

«Con il riscaldamento globale queste temperature sono state ormai abbondantemente superate – spiega Alfredo Berardelli, Presidente della Società Italiana di Neurologia – ma, secondo uno studio appena pubblicato, esiste una predisposizione genetica alla siesta che al contempo sembra essere associata a un maggior sviluppo cerebrale e a un ridotto rischio di malattia di Alzheimer».

Sieste regolari forniscono una possibile protezione contro la neurodegenerazione

«I soggetti del campione – ha commentato Giuseppe Plazzi, Responsabile dei Laboratori per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bolognasono stati prima esaminati con studi GWAS, cioè di associazione genome-wide che valuta tutte le variazioni geniche tra gli individui in esame e poi valutati tramite imaging cerebrale. Dall’analisi dei dati è risultato che la predisposizione genetica al sonnellino diurno era associata a un volume cerebrale totale maggiore di 15,80 cm3, che secondo gli autori potrebbe suggerire che regolari sonnellini diurni forniscono una certa protezione contro la neurodegenerazione, compensando la carenza di sonno notturno».

Anni di invecchiamento cerebrale guadagnati

Considerando che altri studi indicano un declino generale del volume cerebrale totale compreso tra lo 0,2% e lo 0,5% all’anno, questa scoperta potrebbe indicare che chi abitualmente fa la siesta guadagna fra i 2,6 e i 6,5 anni di invecchiamento cerebrale.

Foto: Unsplash