Prendere il mondo a morsi. L’ alimentazione in viaggio

11 luglio 2023

Prendere il mondo a morsi. L’ alimentazione in viaggio

alimentazione in viaggio ecco tutti i consigli

Potranno passare settimane, mesi, anni ma il sapore di quel piatto mangiato proprio quel giorno, in quel posto, ci tornerà alla mente all’improvviso e il ricordo farà felice il palato. E il cuore. Perché i sapori, gli odori, i colori del cibo segnano un viaggio, una vacanza. Basta solo viaggiare a mente aperta, con la curiosità di scoprire. Tanto, si sa, la cucina italiana è la più buona del mondo. Non c’è gara. Quindi, tanto vale assaggiarle tutte. Perché un piatto locale è importante quanto un monumento. Ma anche l’alimentazione in viaggio ha le sue regole.

Mente aperta sì, occhi chiusi no. E non solo perché si mangia prima con lo sguardo, ma perché è bene non abbassare la guardia e adottare una serie di precauzioni affinché il piacere del mangiare non diventi il dispiacere di averlo fatto, il motivo per cui la vacanza è rovinata tra mal di pancia e malattie. Ecco allora i consigli dal sito “Viaggiare Sicuri” del Ministero degli Esteri. Da ricordare sempre, da tenere particolarmente a mente in quei Paesi in cui è più facile andare incontro a ‘vendette’ che ci possono far rimpiangere di esserci messi a tavola.

Per bambini e anziani qualche attenzione in più

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Molte persone che viaggiano vanno incontro a disturbi gastroenterici, spesso non gravi e di breve durata, che si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Non necessariamente questi piccoli disturbi dipendono dalla non salubrità dei cibi, spesso è solo  questione di abitudine e bisogna dare del tempo al nostro apparato digerente per prendere confidenza con una diversa alimentazione in viaggio.
Bambini, donne in stato di gravidanza e anziani però devono avere qualche attenzione in più, anche solo per precauzione.

Non bisogna in ogni caso fare enormi sacrifici, ma attenersi a poche e semplici regole, soprattutto nei paesi caldi o con condizioni igieniche non ottimali. E quando fa molto caldo ricordarsi che il rischio di tossinfezioni alimentari aumenta perché la temperatura ambiente più elevata favorisce la moltiplicazione dei microrganismi  presenti negli alimenti. Per questo l’alimentazione in viaggio, soprattutto in alcuni Paesi, non deve mai prevedere alimenti crudi o frutta non sbucciata. La cottura, specie ad alta temperatura, elimina o attenua questo rischio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce 10 semplice regole

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1) Bere soltanto acqua e bevande imbottigliate e sigillate: l’acqua deve essere microbiologicamente e tossicologicamente pura; solo le acque imbottigliate sono state preventivamente sottoposte ad un controllo di igiene e sicurezza. Importante valutare attentamente l’integrità del tappo e del sigillo prima del consumo.

 

2) Non aggiungere ghiaccio alle bevande: il ghiaccio è la forma solida dell’acqua e quindi se l’acqua era “impura”, anche il ghiaccio è “impuro” e rappresenta un altro veicolo di malattie, più “subdolo”, ma altrettanto pericoloso!

 

3) Frutta e verdure crude vanno consumate solo dopo averle sbucciate e lavate con acqua “sicura”. Buona norma è quella di sbucciare la frutta, in quanto alcune sostanze come additivi, pesticidi o inquinanti casuali possono depositarsi sulla buccia e penetrare all’interno del frutto. Togliere la buccia vuol dire diminuire il rischio di ingerire queste sostanze. Manipolando la frutta, alcune delle sostanze potrebbero passare sulle mani e quindi all’interno del frutto stesso: sciacquare, quindi, la frutta (prima e dopo la manipolazione) è una garanzia maggiore al mantenimento dell’igiene e della sicurezza …ovviamente se l’acqua utilizzata è a sua volta “pura”. Stesso discorso vale per la verdura cruda che va abbondantemente sciacquata con acqua sicura. E’ comunque preferibile consumare verdure cotte, se non si è certi della pulizia dell’acqua usata nei luoghi di ristorazione.

 

4) In mancanza di acqua potabile, consumarla solo dopo bollitura o con l’aggiunta di qualche disinfettante. Portare ad ebollizione l’acqua significa portarla ad una temperatura di 100°C, temperatura alla quale tutti gli agenti patogeni, microbi, batteri e virus, muoiono: è una garanzia di sicurezza! Si consiglia, come ulteriore precauzione, di mantenere l’acqua ad ebollizione per circa 1 minuto. Una buona soluzione disinfettante ad uso domestico può essere ottenuta diluendo 1 cucchiaio da tavola di comune varechina in 1 litro d’acqua. La soluzione risultante può essere utilizzata per la disinfezione di posate, stoviglie ed altri utensili, ma anche di servizi igienici e di biancheria e può essere usata anche per disinfettare frutta e verdura da consumare crude, che dovranno comunque essere abbondantemente risciacquate con acqua sicura (bollita o disinfettata in altro modo) prima di essere consumate. La comune varechina può essere usata anche per “disinfettare” l’acqua da bere: in questo caso, per evitare sapori sgradevoli, il quantitativo da usare è un cucchiaino da tè in un litro d’acqua. La soluzione così preparata deve essere lasciata riposare per circa un’ora prima del consumo. In commercio sono disponibili preparati per la disinfezione dell’acqua in ambito domestico. Diciamolo, l’alimentazione in viaggio qualche volta richiede sacrifici ma ne vale sempre la pena.

 

5) Consumare solo cibi ben cotti, ancora caldi: per sicurezza, le norme igieniche prevedono che la temperatura ottimale dell’alimento da consumare sia quella di 60°C – 70°C fino al centro dell’alimento stesso, temperatura a cui molti, se non tutti, batteri e virus vengono distrutti o resi innocui. Sarebbe anche opportuno che l’alimento, una volta cotto, venga consumato abbastanza velocemente, per impedire che si ricostituisca la flora microbica: mentre si raffredda a temperatura ambiente, l’alimento torna ad essere esposto ai patogeni dell’ambiente stesso. Una sicura alimentazione in viaggio non può mai prescindere da questa regola.

 

6) Non consumare pesce o frutti di mare crudi o poco cotti: alcuni alimenti come latte, carne, pesce, uova, sono facilmente deteriorabili perché ricchi di nutrienti come proteine, grassi e zuccheri.e quindi molto “appetibili” anche per i microrganismi.
Il deterioramento dell’alimento indica, infatti, un attacco da parte di organismi che si alimenta del cibo stesso. Inoltre, il latte contiene molta acqua, ambiente privilegiato per la vita in genere, e quindi anche per microbi, batteri o agenti patogeni. I frutti di mare sono animali “filtratori”, sono cioè animali che per nutrirsi “filtrano” l’acqua in cui vivono, se l’acqua stessa è inquinata, il frutto di mare rappresenta un “concentrato” di sostanze o organismi patogeni (ad esempio, ai mitili a volte si associa il triste primato di essere il miglior veicolo del batterio colera!).

 

7) Non mangiare carni crude: per lo stesso motivo, quando non si è sicuri, sarebbe opportuno cuocere bene la carne che non dovrebbe essere consumata “al sangue”.

 

8) Non bere latte o mangiare latticini non pastorizzati: la pastorizzazione è un trattamento termico che serve ad aumentare il tempo di conservazione di alcuni alimenti. Sfruttando l’azione battericida del calore riesce a disattivare gli enzimi e a distruggere gran parte dei microrganismi presenti nell’alimento, anche se alcune forme riescono comunque a sopravvivere. La durata del trattamento varia in relazione alla natura dell’alimento e al grado di contaminazione. Più elevata è la carica microbica iniziale e più drastico deve essere il trattamento di pastorizzazione.  L’alimento conserva, in linea di massima, il valore nutrizionale originale, ma è sicuro e commestibile.

 

9) Non acquistare generi alimentari da venditori ambulanti: purtroppo, a volte, le norme igieniche più elementari non vengono rispettate e alcune situazioni risultano più “a rischio” di altre perché mancano i mezzi necessari affinché l’ambiente in cui si manipola o si conserva l’alimento non è asettico. Per garantire la salubrità di un alimento o preparazione alimentare è necessario mantenere la temperatura di conservazione degli alimenti freschi sempre a 4°C, utilizzare utensili e contenitori sempre sterili, mantenere le superfici sempre igienicamente “pure”, utilizzare sempre acqua sicura. La tentazione spesso è grande, ma la prima regola dell’alimentazione in viaggio deve essere proprio quella di non abbassare mai la guardia.

 

10) Curare l’igiene personale, usare acqua potabile anche per lavarsi i denti, lavarsi sempre le mani prima dei pasti e dopo l’uso dei servizi igienici: le mani vanno sempre lavate con acqua e sapone prima dei pasti, dopo l’uso dei servizi igienici, dopo il contatto diretto con persone malate, con bambini al di sotto dei 5 anni e con gli animali. Se il sapone non è disponibile si consiglia di usare disinfettanti per le mani a base di alcool ( con > 60%). In quest’ultimo caso bisogna aver cura che le mani non siano eccessivamente sporche poichè il disinfettante potrebbe non avere effetto. In commercio sono presenti numerose preparazioni (gel, liquidi) tascabili e di semplice uso. Ricordarsi Bisogna sempre partire da se stessi per mantenersi in buona salute, non sono solo “buone maniere” ma soprattutto “norme igieniche”.

Foto: Pexels e Unsplash