Oftalmologia, la politica apre gli occhi

4 luglio 2024

Oftalmologia, la politica apre gli occhi

Il quadro delle malattie ottico-retiniche in Italia reclama attenzione. E non c’è più tempo da perdere, è ora di agire. Perché le criticità sono molte: dalla drammatica inadeguatezza delle risorse economiche unite a pesanti inefficienze di tipo organizzativo alla carenza di personale, dalle liste d’attesa incompatibili con l’urgenza di accedere alle terapie alla necessità della riorganizzazione dell’assistenza territoriale e di prossimità. Ma la lista degli interventi è davvero molto lunga.  Per questo oggi in Senato è stato presentato il policy statement, un documento-proposta, promosso dalla rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB).

 

« C’è una notevole vivacità in termini di analisi e proposte che proviene dalla comunità scientifica e dal mondo advocacy intorno all’ambito sanitario dell’oftalmologia e, in particolare, delle malattie ottico-retiniche e questo fatto credo vada letto come un segnale di positiva attesa rispetto al lavoro che il nostro intergruppo, potrà sviluppare per contribuire a dar corpo a nuove scelte di politica sanitaria che consentano di superare le carenze assistenziali e organizzative in questo settore. Questo, a cominciare dal disegno di legge 483 a tutela delle persone affette da patologie oculari cronico-degenerative, del quale sono relatore»  ha sottolineato il Sen. Giovanni Satta, che con l’ On. Matteo Rosso co-presiede l’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Cura delle Malattie degli Occhi.

Un documento per favorire il dialogo istituzionale per il benessere visivo e l’equità di accesso alle cure

Il policy statement, è un documento-proposta, promosso dalla rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB), frutto del confronto e delle conseguenti valutazioni dello Scientific and Advocacy Advisory Group e del Comitato per l’Equità di Accesso alle Cure per le Malattie Oculari: un lavoro di sintesi e di consenso delle più alte espressioni della comunità scientifica, delle associazioni pazienti e delle organizzazioni civiche contenente alcune proposte di policy la cui adozione potrà aprire una stagione di efficientamento del sistema, in linea con quanto appunto si prefigge anche il DDL 483 all’esame del Parlamento. Il policy statement elaborato con il patrocinio dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Cura delle Malattie Oculari e con il convergente contributo della comunità scientifica, delle associazioni pazienti e delle organizzazioni civiche sarà la piattaforma di un dialogo istituzionale con le diverse istituzioni sanitarie del paese da svilupparsi in stretto collegamento con quanto già previsto dal DDL 483 attualmente all’esame della X Commissione Affari sociali, Sanità. Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale.

 

Cinque le aree di policy prese in considerazione dal policy statement sulle quali si intende promuovere un’ampia convergenza istituzionale, promuovendo una serie di confronti presso le istituzioni sanitarie del Paese.

Si tratta di attività fondamentali che dovrebbero essere concentrate in ambiti e strutture dotate di competenze e strumentazioni di tipo specifico, per le quali può essere utile valutare anche un ampio utilizzo della telemedicina, oltre al coinvolgimento di altre strutture per ampliare l’offerta di prevenzione (p.e. la farmacia dei servizi) con adeguati standard organizzativi e professionali. «Chi lavora in periferia, e il mio ospedale è fra questi, trova molte difficoltà a ottenere consenso a iniziative di screening per patologie di largo interesse. Molte volte, purtroppo il concetto di screening più che un’occasione per produrre prevenzione viene tristemente inteso come una prestazione professionale che, essendo gratuita, … conviene eseguire» ha sottolineato Vittorio Giuseppe Picardo, consigliere SISO e responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica presso la Casa di Cura Convenzionata Nuova Itor di Roma.

«È’ necessario ripensare all’organizzazione degli ambulatori territoriali che, per costituire un reale supporto per gli ospedali, devono essere dotati delle moderne strumentazioni indispensabili per la diagnosi precoce e per il monitoraggio delle patologie oculari» ha dichiarato Alessandra Balestrazzi, Presidente dell’AIMO, Associazione Italiana Medici Oculisti.

« E’ fondamentale che le malattie ottico-retiniche siano inserite nell’ambito del Piano Nazionale per le Cronicità per un triplice ordine di fattori: pietà, dignità e realismo ma anche per gettare un po’ di luce in un angolo molto buio ma altrettanto fondamentale è assicurare ai caregiver la possibilità di usufruire dei permessi dal lavoro per assicurare l’indispensabile assistenza» ha dichiarato Massimo Ligustro, Presidente del Comitato Macula.

Purtroppo persistono ancora numerosi vincoli in materia di privacy che andrebbero riconsiderati, pur nel rispetto della normativa europea. La disponibilità strutturale di questi eviterebbe anzitutto fenomeni distorsivi quali, ad esempio, l’eccessiva e ingiustificata concentrazione di strutture ospedaliere in alcune città e una inaccettabile assenza in altri ambiti territoriali. «Troppo spesso si afferma che l’efficientamento dell’assistenza sanitaria in oftalmologia passa attraverso la pianificazione e l’organizzazione ma, troppo spesso si dimentica che questo efficientamento non può essere realistico se non poggia sulla vera e solida conoscenza della dimensione dei problemi ai quali si deve dare risposta in funzione delle diverse realtà territoriali del nostro Paese» ha detto Massimo Nicolò, Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Cura delle Malattie degli Occhi.

Il superamento di alcune restrizioni poste dalla Nota AIFA 98 che limita la somministrazione delle iniezioni intravitreali ai soli ambienti ospedalieri e la progressiva affermazione, grazie all’innovazione che avanza, di soluzioni terapeutiche che richiedono un ridotto numero di somministrazioni potrebbero contribuire in modo significativo a ridimensionare il problema delle liste di attesa e dell’equità di accesso alle terapie. «Rinunciare alle nuove molecole e ai nuovi dispositivi per il trattamento delle vasculopatie corio-retiniche, privilegiando scelte di carattere esclusivamente finanziario, significherebbe relegare il nostro Paese in posizioni di coda nel campo dell’Oftalmologia, specialità in cui, storicamente, si è sempre primeggiato per competenze e tecnologie» ha sottolineato Francesco Bandello, Presidente Associazione Pazienti e Malattie Oculari.

La cultura della prevenzione resta un pilastro

Sono molte, pertanto, le aree di intervento sulle quali è importante ed urgente che politica, comunità scientifica, associazioni di pazienti e organizzazioni civiche convergano in armonia ma i primi e fondamentali pilastri del contrasto alle patologie ottico-retiniche restano la cultura della prevenzione e la capillarità delle attività di screening. Ambiti sui quali l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia Onlus svolge un’opera straordinaria promuovendo iniziative che, oltre ad un’alta valenza in termini di sensibilizzazione consentono di identificare e misurare le dimensioni dei gap sanitari da colmare, come nel caso del progetto Vista in Salute che negli scorsi anni ha interessato tutte le regioni italiane. «Abbiamo offerto a circa 9.000 persone uno screening gratuito delle principali malattie che provocano ipovisione e cecità, nella popolazione over 40, constatando che il 20 percento di coloro che avevano dichiarato di godere di un buono stato di salute, in realtà a un esame diagnostico mostravano i segni iniziali di una delle tre patologie indagate (maculopatie, glaucoma e retinopatia diabetica) – ha dichiarato in proposito Mario Barbuto – Presidente di IAPB Italia Onlus – soprattutto abbiamo colto, grazie al contatto diretto con le persone, la grande difficoltà ad accedere ai servizi di cura e riabilitazione visiva del SSN; un segnale che rende sempre più urgente una riorganizzazione dei servizi a livello territoriale per consentire ai soggetti a rischio di ricevere cure adeguate in tempi brevi ed evitare danni prevenibili, in termini umani ed economici».

Foto: Canva, pexels