Obesità: un’emergenza globale con 800 milioni di malati

1 marzo 2024

Obesità: un’emergenza globale con 800 milioni di malati

Obesità: un’emergenza globale con 800 milioni di malati

Nel 2035, 1 persona su quattro sarà obesa. Con un impatto economico stimato di 4,32 trilioni a causa di sovrappeso e obesità. L’incremento stimato fra i bambini dal 2020 al 2035 è del 100 per cento. Nel nostro Paese le persone con obesità sono l’11,4 per cento della popolazione e oltre 21 milioni di italiani conducono una vita sedentaria. Cifre decisamente allarmanti che ben fotografano un’emergenza globale.

 

Il 4 marzo è la World Obesity Day. Quest’anno riflettori puntati su:“Parliamo dell’obesità e…” per parlare di prevenzione ma soprattutto per iniziare a parlarne senza discriminazioni e pregiudizi. Condividendo esperienze, conoscenze e prospettive diverse. L’obesità è una interazione complessa di fattori diversi, che riguarda persone diverse, in paesi e culture diverse. Una strategia universale non è la soluzione.

 

Per questa ragione la Giornata mondiale dell’obesità di quest’anno apre un dibattito più ampio. Anche in Italia. Con la presentazione del Manifesto per il contrasto all’obesità promosso da Italian Obesity Network e del White paper pubblicato da OPEN. Le iniziative sono state presentate alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Roberto Pella.

Attivare percorsi concreti per contrastare e prevenire

«La Giornata Mondiale dell’Obesità rappresenta un momento importante – dichiara l’On. Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e NCDs. – per prendere atto di un’emergenza globale, che interessa anche il nostro Paese, e per attivare percorsi concreti per contrastarla e prevenirla. Il mondo sta vivendo una trasformazione epocale di tipo demografico, sociale, economico e ambientale. L’epidemia dell’obesità e delle malattie non trasmissibili, insieme all’invecchiamento della popolazione, minaccia seriamente i sistemi sanitari. Riconoscere l’obesità come una vera e propria malattia e affrontarla come una priorità nazionale è il principale contenuto della proposta di legge, a mia prima firma, che attualmente stiamo discutendo in Commissione XII e presto spero potrà approdare in Aula per la sua approvazione».

La Giornata Mondiale dell’Obesità rappresenta un momento importante

L’obesità non è solo salute pubblica ma anche una sfida sociale ed economica

«L’obesità non è semplicemente una questione di scelte individuali o di stile di vita – spiega Angelo Avogaro, Presidente Società Italiana di Diabetologia – è il risultato di una complessa interazione di fattori genetici, ambientali e sociali. L’obesità è anche un potente fattore di rischio per lo sviluppo di numerose altre condizioni, tra cui le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, diverse forme di cancro, e disturbi muscolo-scheletrici.

Questo la rende non solo una questione di salute pubblica di primaria importanza. Ma anche una sfida sociale ed economica significativa, con impatti profondi sul sistema sanitario, sulla produttività e sulla qualità della vita degli individui.

Una letteratura ormai consolidata indica che una riduzione del 5 per cento del peso diminuisce il rischio di diabete del 40 per cento con un miglioramento clinico significativo dell’emoglobina glicata e della pressione arteriosa.

Perdite di peso anche moderate hanno migliorato, non solo i più comuni fattori di rischio, ma anche esiti di malattia come steatosi epatica e apnee notturne nelle persone con diabete di tipo 2».

È necessario lavorare insieme per una migliore salute umana e planetaria

«Obesità, denutrizione e cambiamento climatico, condizioni riunite sotto il termine ‘Sindemia Globale’ e tra loro legate da scopi di profitto e inerzia politica – spiega Andrea Lenzi, Presidente OPEN Italy – rappresentano le più grandi minacce per la popolazione mondiale. Per affrontarle è necessario un ripensamento radicale dei modelli di business, dei sistemi alimentari, del coinvolgimento della società civile e della governance nazionale e internazionale.

La governance a livello globale, di Paese e città è importante, ma di solito è frammentaria, bloccata in silos, spesso focalizzata sulla scelta individuale e incapace o non disposta a prendere le distanze da una forte influenza commerciale e da obiettivi politici a breve termine, motivo per cui è necessario lavorare insieme per cambiare percorso per una migliore salute umana e planetaria».

Obesità

È ora che l’obesità venga considerata una priorità sociosanitaria

«Prevenire l’aumento di peso e il riacquisto di peso – dice Luca Busetto, Vice-President for the Southern Region of European Association for the Study of Obesity – sono impegni essenziali per centrare gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E per far sì che sia efficace il trattamento dell’obesità, malattia responsabile di una percentuale significativa di malattie non trasmissibili.

È anche accertato scientificamente che l’eccesso di peso rappresenta un fattore predittivo per lo sviluppo di complicanze, e l’aumento di mortalità, da COVID-19. È ora che l’obesità venga considerata una priorità sociosanitaria da tutti gli attori coinvolti, per il presente e il futuro del nostro sistema».

È giunto il momento di dare risposte concrete

«L’obesità, in termini di impatto clinico e di spesa medica – prosegue Rocco Barazzoni, Presidente della Società Italiana dell’Obesità – per il trattamento delle malattie che ne derivano, costituisce una sfida che, se non adeguatamente affrontata, finirà per condizionare le generazioni future con importanti conseguenze negative sul sistema sanitario e sulla nostra società tutta.

È giunto il momento di mettere in atto soluzioni di politica sanitaria e di governance clinica che siano in grado di dare risposte concrete alle persone con obesità e soprattutto che coinvolgano e siano disponibili per l’intera popolazione, al fine di aumentare il supporto e diminuire le disuguaglianze di accesso alle cure sul territorio».

La Giornata Mondiale dell’Obesità rappresenta un momento importante

L’obesità richiede lo stesso livello di urgenza riservato alle altre malattie non trasmissibili

«Siamo in un momento cruciale – commenta Paolo Sbraccia, Vicepresidente IBDO Foundation – per affrontare la sfida dell’obesità. Nonostante il crescente riconoscimento come malattia cronica, l’obesità continua a rappresentare una crisi sanitaria globale. Attualmente, gli elevati costi associati alla prevenzione e al trattamento fanno sì che, in molti paesi, la cura dell’obesità non riceva un’attenzione adeguata.

In futuro, i sistemi sanitari nazionali dovranno adottare nuovi modelli di erogazione dei servizi sanitari che seguano le indicazioni dell’OMS. La cura dell’obesità richiede lo stesso livello di urgenza riservato alle altre malattie non trasmissibili, per le quali un accesso equo alle cure, la centralità della persona e la presenza di risorse adeguate costituiscono un punto fermo dell’assistenza sanitaria».

Una malattia cronica e non una responsabilità del singolo

«Nella lotta all’obesità – prosegue Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network – il contrasto allo stigma sociale costituisce un obiettivo prioritario, accanto alle politiche di prevenzione e agli interventi mirati su alimentazione e sport.

Occorre un approccio multidisciplinare, di cui la lotta allo stigma sia parte centrale. Per far sì che sia considerata da parte dei governi, dei sistemi sanitari e delle stesse persone con obesità. Come già fatto dalla comunità scientifica, una malattia cronica che richiede una gestione di lungo termine, e non una responsabilità del singolo.

Questo potrebbe contribuire in modo decisivo a ridurre la disapprovazione sociale e gli episodi di discriminazione verso chi ne è affetto, oltre a incidere sulle cure e sui trattamenti per l’obesità».

Foto:Pixabay, Unsplash, infografica HealthCom Consulting