Neofobia alimentare, in aumento nei bambini di famiglie che non seguono la dieta mediterranea

9 gennaio 2024

Neofobia alimentare, in aumento nei bambini di famiglie che non seguono la dieta mediterranea

Neofobia alimentare, in aumento nei bambini di famiglie che non seguono la dieta mediterranea

Quando un bambino si dimostra ostile a tavola, potrebbe non trattarsi di un capriccio ma di neofobia alimentare. Definita come riluttanza a mangiare cibi nuovi o non familiari, soprattutto frutta, verdura e legumi, tipici della Dieta Mediterranea, il cui apporto di nutrienti nell’alimentazione è fondamentale per un buono stato di salute.

Eppure sono tante le famiglie che scelgono di non mettere a tavola ‘la piramide alimentare’ più famosa nel mondo. Il risultato è un aumento della neofobia alimentare tra i bambini. Soprattutto se figli unici perché la presenza di fratelli mostra effetti positivi sull’alimentazione.

 

Questi i principali risultati dell’indagine del CREA Alimenti Nutrizione, coordinata da Laura Rossi e pubblicata su Nutrients.

Molti bambini in Italia sono neofobici

Neofobia alimentare

«Questo studio – spiega Laura Rossi, ricercatrice CREA e coordinatrice dell’indagine – conferma che molti bambini in Italia sono neofobici. La neofobia nei bambini comporta una alimentazione più disordinata e meno in linea con i dettami della dieta mediterranea con il rischio di una maggiore propensione a sovrappeso e obesità.

Purtroppo, queste abitudini alimentari tendono a mantenersi tali anche in età adulta per cui è bene attuare da subito strategie di correzione con il buon esempio in famiglia e incoraggiando il bambino neofobico ad ampliare gradualmente le proprie scelte alimentari.

In futuro si punterà ad aumentare la numerosità del campione per avere una maggiore rappresentatività delle variabili studiate rispetto alla popolazione generale».

Lo studio

Un campione di 288 bambini di età compresa tra 3 e 11 anni ha partecipato, tramite i genitori, a un questionario, somministrato da un ricercatore attraverso una intervista face to face, per valutare rispettivamente la neofobia alimentare e l’aderenza alla dieta mediterranea con la Child Food Neophobia Scale (CFNS) e il test KIDMED.

 

La maggior parte del campione ha mostrato un livello intermedio (67,3%) o alto di neofobia alimentare (18,1%), con tassi elevati tra i bambini di età compresa tra 6 e 11 anni (63,9%) e, soprattutto, nei figli unici (50%).

 

L’aderenza alla dieta mediterranea è risultata per lo più bassa (29,5%) o media (54,8%) e ha raggiunto livelli inferiori tra i bambini più neofobici (51,9%; valore p <0,05). I risultati attuali confermano l’ipotesi dello studio secondo cui la neofobia alimentare è un fattore trainante dell’abbandono della dieta mediterranea mentre la presenza di eventuali fratelli mostra effetti positivi sull’alimentazione.

Foto: Pixabay, Unsplash