Merck in Italia, non solo pharma. Il valore della differenza

7 dicembre 2023

Merck in Italia, non solo pharma. Il valore della differenza

Merck Italia: i valori che fanno la differenza

Salute e Sanità, fattori determinanti per il benessere socioeconomico di un Paese. Soprattutto se caratterizzato da una bassa natalità e una popolazione con tanti, troppi capelli bianchi. Come l’Italia. In uno scenario distopico l’ultimo italiano nascerebbe del 2225 e ‘gli italiani’ cesserebbero di esistere nel 2307. Contare su una ricerca scientifica all’avanguardia e una filiera di produzione e distribuzione di farmaci e dispositivi efficiente e resiliente è, quindi, fondamentale. La pandemia lo ha dimostrato. Il settore farmaceutico ha un valore strategico importante in termini di produzione, crescita e capacità di innovazione.

 

E con questa chiave di lettura che è stato presentato il Report realizzato da The European House – Ambrosetti per Merck Italia che ha messo sotto la lente di ingrandimento l’impatto delle attività dell’Azienda nel nostro Paese. Dal Report emerge la fotografia di una realtà per la quale l’Italia risulta essere un Paese ‘chiave’, in tutti gli ambiti presi in esame: economico, ambientale, sociale e cognitivo. Un dato su tutti: per ogni euro di valore aggiunto generato nel 2022 da Merck in Italia, si attiva un euro aggiuntivo nell’intera economia del Paese.

In Love with Care

«L’Italia è molto importante per la strategia europea e anche globale di Merck – spiega Jan Kirsten, Presidente e Amministratore Delegato Healthcare di Merck ItaliaIn questo Paese abbiamo una presenza integrata e distintiva, in grado di creare valore per il Gruppo e per il territorio, con eccellenze nelle aree della produzione farmaceutica e della R&D. In questo ultimo ambito ci distinguiamo sia per i nostri contributi alla ricerca, con 85 studi clinici nell’ultimo triennio, sia per il livello dei nostri ricercatori. Tra questi, il 58% sono donne, a dimostrazione che Diversity & Inclusion, eccellenza e propensione all’innovazione vanno di pari passo.  Questi importanti risultati nella promozione della D&I, oltre che nella valorizzazione delle nostre persone e nella riduzione del nostro impatto ambientale, descritti nel report ci rendono orgogliosi e rafforzano la nostra identità di azienda “In love with care” particolarmente attenta alla sostenibilità».

To make the difference

Merck Italia: i valori che fanno la differenza

Merck è un’azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, che opera in 66 Paesi nel mondo con oltre 64 mila dipendenti.

Merck Italia è presente nel nostro Paese da oltre un secolo, con attività di ricerca & sviluppo, produzione e distribuzione. Oggi è l’unica tra le multinazionali farmaceutiche a capitale estero nel nostro Paese a coprire tutte le fasi della filiera, in quattro diverse Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia.

 

In totale Merck ha investito in Italia 319,5 milioni di euro tra il 2015 e il 2022, con un incremento del 6,5%, a fronte di un + 3,3% della media del settore farmaceutico. Un valore superiore all’intero finanziamento PNRR per Start up.

 

I farmaci confezionati nel sito produttivo di Modugno-Bari raggiungono 150 Paesi nel mondo, per un valore delle esportazioni, nel 2022, pari a 700 milioni di euro, dati che dimostrano una propensione all’export maggiore rispetto alla media delle multinazionali farmaceutiche a capitale estero nel nostro Paese.

Attenzione e supporto alle persone

Merck Italia: i valori che fanno la differenza

Gli occupati diretti di Merck Italia sono 1.190, a cui si aggiungono gli impatti occupazionali indiretti e indotti. Negli ultimi quattro anni ha incrementato la percentuale di dipendenti a tempo indeterminato, passando da un 95% a un 98%, rispetto al 95% del comparto farmaceutico e all’83% delle imprese italiane.

 

In un contesto nazionale dove il lavoro agile è ancora poco diffuso l’Azienda si distingue con il 71% dei dipendenti che ha fatto ricorso allo smart working nel 2022.

 

Grande attenzione alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni di lavoratori. A loro, infatti, sono dedicati progetti realizzati con il mondo accademico e scientifico.

 

Anche la quota ‘rosa’ sul totale degli occupati è superiore a tutti i benchmark. La percentuale di donne in posizioni manageriali è del 43,3% Si tratta di un importante segno distintivo, in un Paese che vede le donne ancora ai margini del mercato del lavoro.

 

«Incrementare l’occupazione femminile è sicuramente un obiettivo desiderabile – spiega Barbara Martini, docente di Politica economica all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e delegata del Rettore alle Pari Opportunità – ma incrementarla senza considerare in che settore le donne sono occupate non è necessariamente un bene. Raggiungere la parità di genere, infatti, vuol dire anche diminuire l’indice di segregazione, facendo in modo che le donne lavorino in settori in cui attualmente sono sottorappresentate. Ecco perché aziende che investono sulle donne, sui giovani e sulle competenze, come in questo caso, rappresentano un modello virtuoso che può fungere da esempio anche per la filiera e per le realtà che operano nello stesso comparto. Puntare sulla leadership al femminile e, più in generale, su un modello aperto alla diversità e improntato all’inclusione, avvantaggia l’impresa perché porta punti di vista e soluzioni differenti e innovativi».

Fare la differenza ‘oltre il farmaco’

Merck, negli anni, ha sviluppato terapie che hanno contribuito a cambiare la storia naturale di alcune patologie, come la sclerosi multipla, area in cui ha avuto un ruolo “pionieristico”. Oggi è impegnata nel prolungare, migliorare e favorire la vita in tre aree specialistiche: oncologia, neurologia e medicina generale come cardiologia, endocrinologia e fertilità.
Ambiti terapeutici tra i più impattanti in termini di mortalità, aspettativa e qualità di vita, con implicazioni rilevanti per il futuro del Paese e dei costi per i sistemi sanitari.

 

La cura non si esaurisce con il trattamento farmacologico, ma è altrettanto decisivo supportare il paziente e chi se ne prende cura con un approccio “beyond the drug”, mirato a favorire il dialogo medico-paziente, la conoscenza delle patologie, e la gestione della propria condizione. Per questo Merck utilizza canali di comunicazione e modalità diversificate e innovative. Perché una realtà nata e cresciuta sul valore delle persone, non può che mettere le persone in cima alla scala dei propri valori, nella convinzione che chi si impegna per la salute della collettività, non può trascurare le dinamiche sociali ed i bisogni insoddisfatti. 

Investiti 148 milioni di euro per mitigare gli impatti ambientali

L’impatto ambientale del settore farmaceutico è rilevante per le emissioni di gas serra, i consumi energetici, idrici, l’inquinamento dell’acqua, la produzione di rifiuti.

In Italia, Merck sta costantemente migliorando le proprie performance nelle principali dimensioni ambientali. Riducendo le emissioni di CO2 del 27,6%, i consumi elettrici del 2,5% e i consumi idrici del 3,7%. Riciclando, tra il 2019 e il 2022, il 70% dei rifiuti che ha prodotto. Contributo rilevante se pensiamo che il nostro Paese è al terzo posto nella UE per rifiuti generati.

 

«In questi giorni si sta tenendo a Dubai la COP28 sul clima – commenta Raimondo Orsini, Direttore Generale della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – a cui tutto il mondo sta guardando e sperando in un miglioramento degli obiettivi climatici dei Governi al 2030 e 2050. Non sappiamo quale sarà l’esito del negoziato, ma ciò che ormai è certo e condiviso da tutti è la consapevolezza che le imprese, i cittadini ed i territori saranno il vero motore della decarbonizzazione dell’economia e della transizione ecologica. È fondamentale e lodevole quindi, che un gruppo come Merck abbia preso sostanziosi impegni globali per la riduzione degli impatti ambientali delle proprie attività, ed è ancora più importante che questi impegni siano realizzati in Italia, dove la crisi idrica e quella climatica sono particolarmente significative».

A livello globale è proprio il settore farmaceutico a sostenere investimenti crescenti

«Il nostro Paese necessita di maggiori e crescenti investimenti – conclude Valerio De Molli, CEO e Managing Partner di The European House – Ambrosettisoprattutto dall’estero. In particolare, gli investimenti in R&D e innovazione sono quelli che più efficacemente possono sostenere la crescita dell’Italia e la sua competitività in questa fase economica. A livello globale, è proprio il settore farmaceutico a sostenere investimenti crescenti, con un focus su ricerca e innovazione: le aziende farmaceutiche a capitale estero sono responsabili del 70% degli investimenti mondiali in R&D del settore e, nel nostro Paese, del 90% degli investimenti in ricerca clinica. In questo contesto, Merck genera un contributo fondamentale per l’Italia, che abbiamo analizzato e presentato con fatti ed evidenze all’interno dello studio di impatto presentato».

Foto: Report realizzato da The European House – Ambrosetti per Merck Italia