Medicina estetica: parola d’ordine naturalezza

11 maggio 2024

Medicina estetica: parola d’ordine naturalezza

L’era dell’eccesso, con le sue fronti immobilizzate e le labbra voluminose, è ormai archiviata. In medicina estetica, la parola d’ordine è la naturalezza, accompagnata da un anti-aging discreto e un invecchiamento che si declina con stile ed eleganza. Questo approccio ha portato a un notevole ampliamento della fascia d’età dei pazienti, specialmente tra i più giovani. Da qui il fenomeno del “prejuvenation”, con trattamenti sempre più richiesti fino alla mezza età. L’importante è affidarsi a mani esperte, un appello costante ribadito dagli esperti riuniti a Roma in occasione del Congresso della Società Italiana di Medicina EsteticaSIME. Solo attraverso una corretta diagnosi e la capacità di dire “no” quando necessario si possono ottenere risultati soddisfacenti. L’approccio si concentra sull’utilizzo di nuove tecniche gentili di prevenzione, ritardando l’intervento correttivo il più possibile e in modo graduale. La filosofia del “less is more” si afferma quindi anche in medicina estetica, inaugurando un’era di eleganza e naturalezza. Le “clean girl”, con una pelle luminosa e naturale, diventano l’emblema di questa nuova estetica, caratterizzata da correzioni minimali e da un atteggiamento di understatement.

La medicina estetica richiede mani esperte

Le parole d’ordine nelle richieste dei pazienti riflettono un desiderio di costo-efficacia, convenienza, downtime minimo e risultati rapidi. La disponibilità di procedure più accessibili ha reso la medicina estetica inclusiva, rendendola accessibile a un pubblico più vasto. Questa apertura è stata agevolata dai social media, che hanno contribuito a abbattere le barriere legate all’accettazione di questi trattamenti, normalizzando il rapporto con il medico estetico sia per uomini che per donne e aumentando la consapevolezza sui vari trattamenti disponibili. L’impatto dei social media si estende dalla generazione Z ai millennial, con una strategia di marketing mirata a ciascuna fascia d’età. Tuttavia, va sottolineato che questa diffusione non è priva di rischi e complicazioni.

 

«Finalmente stiamo assistendo ad un ritorno alla normalità e alla naturalezza dei risultati della medicina estetica – commenta il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – Ma ogni era ha la sua debolezza. Infatti se è vero che le donne dai 35-40 anni in su hanno iniziato a capire l’importanza della naturalezza, stiamo assistendo oggi ad una esasperazione del concetto di prejuvenation: un termine che traduce in linguaggio moderno il concetto di prevenzione che è il primo obiettivo della medicina estetica. Infatti troppe giovani e molto giovani spinte da comunicazioni social troppo aggressive fatte da loro coetanee o, peggio, da medici o non medici con pochi scrupoli, ricercano delle modifiche non giustificate del loro corpo (labbra, zigomi, seno, naso). Non essendo giustificate da un inestetismo da correggere, se eseguite non fanno altro che portare ad una alterazione della naturalezza e della bellezza fisiologica che è propria dell’età adolescenziale e postadolescenziale. Ricordo che la prevenzione è soprattutto educazione allo stile di vita, non va confusa con la correzione. Dietro il termine prejuvenation troppo spesso si nascondono inutili correzioni su soggetti troppo giovani fatte con la scusa della prevenzione».

Il mercato della medicina estetica in Italia

Il mercato della medicina estetica in Italia sta registrando un trend in costante aumento per tutte le fasce d’età, comprese quelle dei giovani e giovanissimi. Sebbene sia ancora dominato dalla richiesta femminile, che supera l’80%, c’è un crescente interesse anche da parte degli uomini per i trattamenti estetici non chirurgici, con un aumento del 25% dal 2008. Questo fenomeno è alimentato dalla normalizzazione e accettazione sociale di queste procedure, largamente influenzate dai social media.

La fascia d’età tra i 19 e i 34 anni rappresenta una quota significativa del mercato, con il 40-45% delle procedure, ed è particolarmente influenzata dalle tendenze sociali e di moda. Tuttavia, c’è un aumento della richiesta di trattamenti preventivi anche tra coloro che si avvicinano alla mezza età, con il 35-40% delle procedure concentrato nella fascia d’età tra i 35 e i 50 anni.

Gli iniettabili, come l’acido ialuronico e la tossina botulinica, continuano a dominare il mercato, rappresentando quasi l’80% di tutte le procedure. Tra i trattamenti per il ringiovanimento facciale, i peeling chimici e i trattamenti di skin tightening sono i più richiesti. Tuttavia, la medicina estetica italiana vede anche la popolarità di trattamenti tradizionali come la depilazione permanente, i trattamenti anti-cellulite e la rimozione non chirurgica del grasso. Nonostante ciò, il mercato è in continua evoluzione e negli ultimi anni hanno guadagnato popolarità procedure innovative come il rinofiller e il coolsculpting.

E’ allarme per i giovanissimi

«Tra il 40% e il 45% di coloro che si rivolgono alla Medicina Estetica rientrano nella fascia d’età compresa tra i 19 e i 35 anni. Dalla Survey condotta tra i soci SIME, fortunatamente solo il 5% rientra alla fascia d’età al di sotto dei 24 anni, e la maggior parte di questi giovani presenta problemi di acne. L’aumento del ricorso dei giovani alla Medicina Estetica rappresenta un problema serio. Molto spesso sono spinti dai social media in maniera diretta o subliminale, e ciò comporta il rischio di incontrare medici, o peggio ancora, non medici, che accondiscendono a richieste spesso prive di senso. E’ importante prestare attenzione, poiché la dipendenza dei giovani da questo tipo di terapie sta diventando sempre più preoccupante. Questo porta al rischio di sottoporsi a trasformazioni di cui potrebbero pentirsi in seguito» spiega il presidente della SIME Emanuele Bartoletti.

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