Mal di pancia nei bambini, arrivano le Linee Guida

8 aprile 2024

Mal di pancia nei bambini, arrivano le Linee Guida

Il mal di pancia è spesso un compagno di vita per i più piccoli. Qualche volta è una scusa per non andare a scuola o per attirare l’attenzione di mamma e papà ma molte altre volte è il sintomo, serio, di un problema reale. Dolore addominale e alterazioni della funzione intestinale sono sintomi che possono avere una ricaduta significativa sulla qualità di vita dei bambini e creare allarme nei genitori.

Le Linee Guida dedicate ai più piccoli

Negli ultimi 20 anni in Italia questa condizione è stata la causa di visite e accertamenti sul 5-10% dei piccoli. Con un costo stimato per il SSN di 2500-3500 euro annui  per paziente. Dagli specialisti arrivano le Linee Guida per evitare esami e terapie inutili per un disturbo dalle cause ancora per molti aspetti sconosciute

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Linee Guida fondamentali per il medico ma utili anche a mamma e papà per non ricorrere ad autoprescrizione ad ogni mal di pancia.

«C’è oggi un grande interesse mediatico, con coinvolgimento del mondo farmaceutico, attorno ai pazienti pediatrici con colon irritabile anche noto come IBS, Inflammatory Bowel Syndrome – spiega il professor Claudio Romano, presidente della Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) – per questo la nostra Società scientifica, insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP), alla Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (SIGE) e della Società Italiana di Neuro-Gastro-Enterologia e Motilità (SINGEM), ha deciso di fare chiarezza producendo un documento di facile fruizione rivolto in particolare  alla medicina del territorio. L’obiettivo primario di queste nuove linee guida è quello di limitare sia il ricorso indiscriminato ad esami invasivi e inutili sia l’utilizzo  di farmaci somministrati senza chiare indicazioni».

«Queste linee guida suggeriscono un approccio diagnostico basato primariamente sulla valutazione dei sintomi e forniscono indicazioni semplici e chiare sulla gestione del paziente che, in prima istanza, prevede accorgimenti dietetici e un supporto psicosociale, generalmente sufficienti a gestire i sintomi del bambino con IBS – afferma il promotore delle linee guida, professor Giovanni Di Nardo, Associato di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma  – e poi, solamente in casi selezionati e sotto supervisione specialistica, può essere indicato un trattamento farmacologico».

Ecco gli esami da fare nei bambini

Sierologia per la celiachia, calprotectina fecale e proteina C reattiva sono le uniche semplici indagini di laboratorio indicate nel bambino con sintomatologia suggestiva di IBS. La consensus non consiglia i test per intolleranze e allergie. La colonscopia è raccomandata solo nei pazienti con segni di allarme. «E’ importante ribadire che per quanto riguarda i trattamenti, raccomandiamo fortemente l’approccio dietetico e psicologico. Le terapie farmacologiche sono da riservare a casi molto selezionati e solo sotto la supervisione specialistica – aggiunge Claudio Romano – Inoltre, abbiamo messo a punto raccomandazioni specifiche per fare chiarezza sull’uso degli intregratori».

 

Un mal di pancia ricorrente nei bambini è invalidante e suscita preoccupazione nei genitori. Ma non serve a nulla sottoporre il piccolo a tante analisi, spesso inutili. Il costante aumento dell’impegno richiesto al Servizio Sanitario Nazionale per il ricorso improprio ad accertamenti, spesso di terzo livello ed invasivi, per esempio l’endoscopia, e a terapie indiscriminate, anche in autoprescrizione, ha reso necessario lo sviluppo di Linee Guida specifiche per l’età pediatrica volte a fornire raccomandazioni chiare sulla gestione dell’IBS basate sulle attuali evidenze. Non si sa quale sia la causa precisa del colon irritabile dei bambini, ma recenti evidenze suggeriscono che interazioni tra cervello e intestino giochino un ruolo determinante. Per questo una accurata anamnesi e una visita clinica approfondita sono gli elementi chiavi per formulare la diagnosi. E’ importante eseguire un approfondito colloquio con la famiglia per rassicurare circa la benignità della condizione. La rincorsa verso accertamenti e terapie inutili possono essere solo fonte di ulteriore stress» commenta Renato Tambucci, pediatra dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Foto: Pexels