Internisti: occhio al peso, se la gonna non si allaccia il rischio infarto aumenta

4 giugno 2024

Internisti: occhio al peso, se la gonna non si allaccia il rischio infarto aumenta

Internisti, occhio al peso. Se la gonna non si allaccia il rischio d’infarto aumenta

Con il caldo inizia la sfida con la bilancia. Una buona occasione per perdere peso e superare la prova costume. Ma non si tratta solo di estetica. Quando gonne o pantaloni non si allacciano più, potrebbe essere la prima spia di un aumentato rischio di infarto. Tenere sotto il controllo, quindi, il girovita significa proteggere soprattutto la salute del cuore. In particolare per le donne. A confermarlo i dati ISTAT 2020 che hanno registrato 128.500 decessi per malattie cardiovascolari tra le donne, contro i 98.850 tra gli uomini.

Per questo gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna, invitano le donne a sottoporsi agli screening cardio-metabolici, oltre a quelli oncologici.

Il pre-diabete nelle donne aumenta di 9 volte il rischio di infarto o ictus

«Se è vero che il divario di mortalità cardiovascolare diventa più sfavorevole alle donne, man mano che si va avanti negli anni – spiega Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Medicina Interna, SIMIc’è un’importante eccezione che riguarda le donne con pre-diabete o diabete. In presenza di queste condizioni, infatti il rischio cardiovascolare risulta molto aumentato già prima della menopausa.

Un problema non da poco visto che riguarda di una popolazione molto ampia. In Italia si stimano in totale circa 4 milioni di persone con diabete e 12-13 milioni di persone con pre-diabete, in pratica quasi 1 persona su 4.  Il pre-diabete o iperglicemia intermedia è una condizione definita da un’alterata glicemia a digiuno (tra 100 e 125 mg/dl), da un’emoglobina glicata tra il 5,7 e il 6,4% e da una glicemia superiore a 155 mg/dl alla prima ora o superiore a 140 mg/dl alla seconda ora della curva da carico di glucosio. Per una donna, essere portatrice di pre-diabete, significa essere esposta ad un rischio molto maggiore di eventi cardiovascolari, già prima della menopausa».

Misurare il girovita è il primo step per guadagnare salute

Internisti, occhio al peso. Se la gonna non si allaccia il rischio d’infarto aumenta

«La prima cosa da fare – prosegue Sesti – è pesarsi e misurare la circonferenza del giro vita. Un aumento dei depositi di grasso a livello viscerale (cioè tra gli organi addominali, all’interno del fegato e del pancreas), rivelato da un giro vita abbondante (sopra 80 cm nelle donne e sopra 94 cm negli uomini) è un importante campanello d’allarme, perché un aumento di grasso a livello addominale correla con una maggiore insulino-resistenza. Un difetto metabolico che ha un ruolo fondamentale nello sviluppo di pre-diabete e poi di diabete».

Occhio anche alla pressione

Da tenere d’occhio anche la pressione arteriosa perché nel passaggio da pre-diabete a diabete, le donne diventano sempre più ipertese, sia per quanto riguarda la ‘massima’ (la pressione sistolica), che la ‘minima’ (la diastolica) che invece, al contrario, negli uomini tende a diminuire.

Massima attenzione anche a colesterolo e trigliceridi

«È importante – sottolinea Sesti – fare periodicamente gli esami del sangue. Una donna con pre-diabete tenderà ad avere livelli di colesterolo ‘buono’ (HDL) sempre più bassi e trigliceridi sempre più alti, man mano che si avvicina al diabete conclamato. Insomma le donne con prediabete presentano una sindrome metabolica molto più grave rispetto all’uomo e questo le rende a maggior rischio cardiovascolare rispetto alla controparte maschile».

Perché le donne rischiano di più

rischio cardiovascolare

«Il ventricolo sinistro delle donne – spiega Sesti – tende ad aumentare di spessore (a ipertrofizzarsi) molto più di quello maschile, nel passaggio da normoglicemia a pre-diabete, a diabete. E l’ipertrofia ventricolare sinistra è un noto fattore di rischio per infarto.

Anche l’efficienza della ‘macchina’ cardiaca nelle donne si riduce molto man mano che ci si avvicina al diabete, perché per fare lo stesso lavoro (pompare sangue), deve consumare sempre più ossigeno.

Ecco perché, se nell’uomo con diabete il rischio di eventi cardiovascolari è aumentato di circa 4 volte, nelle donne con diabete questo rischio risulta maggiorato di ben 9 volte. Il vantaggio di genere insomma, viene spazzato via dal diabete, anche prima della menopausa».

L’importanza degli screening cardio-metabolici

«Per questo – conclude il Presidente della SIMI – è necessario uno stretto monitoraggio di queste pazienti con esami del sangue, misurazione della pressione, del peso e del giro vita. È importante mettere in campo ogni iniziativa di prevenzione per evitare di arrivare al pre-diabete o peggio di passare al diabete conclamato.

Benissimo dunque gli screening oncologici, ma è necessario fare anche gli screening cardio-metabolici. Le donne, in particolare quelle in sovrappeso e con glicemia ai livelli alti della norma, devono sapere che il loro cuore è sotto attacco. Attenzione dunque alle gonne o ai pantaloni che non si allacciano più. Potrebbe essere la prima spia di un aumentato rischio di infarto».

Foto: Pixabay