In arrivo il cerotto intelligente

26 marzo 2023

In arrivo il cerotto intelligente

cerotto intelligente

Quando ci si taglia, graffi, o ci si brucia il corpo si guarisce da solo. Ma non è sempre così. Il diabete, ad esempio, può interferire con il processo di guarigione e creare ferite che non si rimarginano e che possono infettarsi. The California Institute of Technology sta sviluppando un nuovo tipo di ‘cerotto’ intelligente che potrebbe rendere il trattamento di queste ferite più semplice, efficace e meno costoso. Lo studio, non ancora sperimentato su pazienti umani, è stato pubblicato su Science Advances.

Ferite croniche o infette: ci penserà il cerotto intelligente

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«Ci sono molti tipi diversi di ferite croniche, soprattutto ulcere diabetiche e ustioni che durano a lungo e causano enormi problemi al paziente. A differenza di un tipico bendaggio, che potrebbe essere costituito solo da strati di materiale assorbente, i ‘cerotti’ intelligenti sono realizzati con un polimero flessibile ed elastico contenente componenti elettronici e farmaci incorporati. L’elettronica consente al sensore di monitorare dati che possono essere indicativi di infiammazione o infezione batterica. Le bende intelligenti sono flessibili, in modo da seguire i movimenti della pelle» spiegano gli Autori

 

Il bendaggio può trasmettere i dati raccolti sulla ferita in modalità wireless a un computer, un tablet o uno smartphone nelle vicinanze per essere esaminati dal paziente o da un medico. Può somministrare un antibiotico o un altro farmaco conservato all’interno del bendaggio direttamente sulla ferita per trattare l’infiammazione e l’infezione. Inoltre può applicare un campo elettrico a basso livello sulla ferita per stimolare la crescita dei tessuti e accelerare la guarigione.

Il prossimo passo sarà la sperimentazione sull'uomo

Gli Autori affermano che i risultati del ‘cerotto’ intelligente sono promettenti e aggiungono che la ricerca si concentrerà ora sul miglioramento della tecnologia del bendaggio e sulla sperimentazione su pazienti umani, le cui esigenze terapeutiche potrebbero essere diverse da quelle degli animali da laboratorio.

È importante, inoltre, aumentare la stabilità del dispositivo e testarlo anche su ferite croniche più grandi, perché i parametri delle ferite e il microambiente possono variare enormemente.

Foto: Unsplash