Il cervello non dimentica le strade della felicità

22 aprile 2024

Il cervello non dimentica le strade della felicità

I ricercatori dell’Istituto Leibniz di Neurobiologia di Magdeburgo hanno scoperto che il cervello utilizza un codice ‘speciale’ per guidarci verso luoghi particolarmente gratificanti.

I ricercatori dell’Istituto Leibniz di Neurobiologia di Magdeburgo hanno scoperto che il cervello utilizza un codice ‘speciale’ per guidarci verso luoghi particolarmente gratificanti. Un esempio su tutti: ricordarsi la strada per andare a magiare un dolce che mesi fa ci è piaciuto particolarmente. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications

 

Il team si è concentrato sulla connessione tra l’ippocampo e il nucleo accumbens, un’area particolarmente affascinante del cervello coinvolta nel processo motivazionale e di ricompensa. L’ipotesi dei ricercatori è che la sinergia tra le due aree aiuta a ritrovare luoghi dove si è vissuto una esperienza gratificante.

 

Il cervello ricorda con elevata precisione i luoghi che ci sono piaciuti

cervello

«Quello che abbiamo scoperto – spiegano gli Autori – è il ‘linguaggio’ che il nostro cervello usa per guidarci nei luoghi che amiamo. La nostra ricerca suggerisce che quasi la metà dei neuroni che vanno dall’ippocampo al nucleo accumbens codificano simultaneamente informazioni sul luogo e sul movimento. Una scoperta fondamentale per comprendere come il cervello integra le informazioni spaziali legate alla ricompensa. Non solo. Questa rete multidimensionale consente al cervello di anticipare con elevata precisione i luoghi che ci danno piacere. È come se le nostre cellule cerebrali riuscissero a mappare in anticipo la “felicità” di un’esperienza gratificante». Come quella di visitare la nostra pasticceria preferita.

Nuove strade per il trattamento di malattie come l’Alzheimer

«L’ippocampo – concludono gli Autori – ha una funzione cruciale per ricordare gli eventi della vita e l’orientamento spaziale e, pertanto, svolge un ruolo chiave nella memoria. Questo studio segna un punto di svolta nella comprensione della memoria spaziale e della ricompensa e apre nuove strade per il trattamento di malattie come l’Alzheimer. Offrendo nuovi approcci per il trattamento del disorientamento spaziale nei pazienti con Alzheimer e per nuove e più efficaci strategie terapeutiche nei comportamenti di dipendenza».

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