Disturbo bipolare: spesso confuso con depressione, 10 anni per una diagnosi corretta

29 marzo 2024

Disturbo bipolare: spesso confuso con depressione, 10 anni per una diagnosi corretta

Disturbo bipolare: spesso confuso con depressione, 10 anni per una diagnosi corretta

Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica piuttosto diffusa. Si stima che a soffrirne sia tra l’1 e il 2% della popolazione italiana. In tutto il mondo si stima che siano ben 80 milioni le persone a soffrirne. Prima un’inspiegabile tristezza, stanchezza e apatia. Poi segue una fase di apparente benessere, euforia, coraggio e spregiudicatezza. Giù e su, poi ancora su e giù: convivere con un disturbo bipolare è come rimanere per sempre su un’altalena. Troppo spesso il disturbo bipolare viene confuso con la depressione e la diagnosi corretta può arrivare anche con dieci anni di ritardo.

 

Alla vigilia della Giornata mondiale dedicata al disturbo bipolare, la Società Italiana di Psichiatria invita i medici di medicina generale e gli specialisti a fare estrema attenzione al momento della diagnosi.

E lo fa direttamente la presidente SIP, Emi Bondi, nel programma ‘Caffè e Psichiatria’ nella puntata in onda domani sul canale YouTube di Psychiatry on line Italia. L’intervista sarà disponibile anche sulla home page del sito della SIP.

disturbo bipolare

Un disturbo bipolare curato male può avere conseguenze importanti sulla vita dei pazienti

«Anche se si tende a volte a ironizzare sulla ‘bipolarità’ delle persone – spiega Emi Bondi, presidente SIP e direttore del dipartimento di salute mentale all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si tratta di una malattia seria, che rientra tra i disordini psichici, è caratterizzata da oscillazioni dell’umore che vanno da episodi depressivi a episodi ipomaniacali e maniacali.

Questo significa che si alternano fasi di profonda depressione, angoscia e tristezza a fasi di estrema euforia ed esaltazione che, talora, può sfociare in comportamenti spregiudicati e pericolosi per sé stessi e gli altri.

Un disturbo bipolare curato male, come se fosse ad esempio una ‘normale’ depressione, può avere conseguenze importanti sulla vita dei pazienti.  È bene dunque ascoltare con attenzione i pazienti e fare un’accurata anamnesi con l’aiuto dei famigliari per evitare di prescrivere terapie inadeguate che possono peggiorare la situazione anziché migliorarla.

Con una diagnosi tempestiva le attuali terapie disponibili possono consentire ai pazienti di scendere dalle montagne russe e di avere una buona qualità della vita».

Una altalena di emozioni, troppo spesso non individuate correttamente

«Innanzitutto, è lo stesso paziente che fa fatica a riconoscerlamentre l’episodio depressivo è facilmente riconoscibile – prosegue  Emi Bondi – perché lo si vive con profonda sofferenza, come un blocco delle proprie capacità, la fase di ‘risalita’ dell’umore viene vissuta in maniera positiva perché le proprie capacità vengono esaltate e tutto diventa più facile e semplice.

Può esserci dunque una scarsa consapevolezza e quindi accettazione nel chiedere aiuto e curarsi. Ma la fase di euforia può essere anche più pericolosa perché il paziente può compiere azioni di cui si pente in seguito e che possono creare il vuoto intorno a sé».

Disturbo bipolare: spesso confuso con depressione, 10 anni per una diagnosi corretta

Intercettare bene e precocemente la patologia è fondamentale

«L’approccio terapeutico alla depressione e quello al disturbo bipolare sono molto diversi – conclude Bondi –. Mentre nella depressione l’umore va solo giù, quindi la terapia si basa solo sugli antidepressivi per portare l’umore in asse, usare solo questi farmaci nei pazienti con disturbo bipolare rischia di scatenare la fase ipomaniacale e maniacale. Aumentando l’instabilità dell’umore fino ad arrivare a involuzioni che possono compromettere la salute e, in generale, la vita dei pazienti. Ma se intercettiamo bene e precocemente la patologia, con l’utilizzo degli stabilizzatori umore è possibile curare benissimo il paziente che può vivere così tranquillamente».

Foto: Pixabay, Unsplash