Generazione Z tra solitudine, videogiochi e dipendenza da social

29 marzo 2023

Generazione Z tra solitudine, videogiochi e dipendenza da social

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La Generazione Z a rischio di dipendenza da cibo, videogiochi e social. Sì, perché se è vero che non sono tutti gli adolescenti a rischio, è altrettanto vero che sono tanti. Tantissimi. Oltre un milione e 150mila. Talmente tanti da rendere preoccupante la fotografia scattata dallo studio Dipendenze comportamentali nella Generazione Z, frutto di un accordo tra il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.

Generazione Z, poco più che bambini

Oltre un milione e 150mila adolescenti in Italia sono a rischio di dipendenza da cibo, quasi 500mila potrebbero avere una dipendenza da videogiochi mentre quasi 100mila presentano caratteristiche compatibili con la presenza di una dipendenza da Social Media, ed è diffuso anche il fenomeno dell’isolamento sociale (conosciuto come Hikikomori nella sua manifestazione clinica estrema), che riguarda l’1,8% degli studenti medi e l’1,6% di quelli delle superiori. Inoltre,  come se non bastasse, proprio coloro che presentano rischio maggiore sono quelli che maggiormente dichiarano di avere difficoltà a parlare con i propri genitori di cose che li preoccupano.

Dipendenti da social, videogiochi e solitudine

L’indagine – realizzata con EXPLORA Ricerca e Analisi Statistica – ha focalizzato l’attenzione anche sulle caratteristiche dei ragazzi con un profilo di rischio. E una delle cose che colpisce immediatamente è l’età, sono poco più che bambini. Il 3,1% delle studentesse intervistate tra gli 11 e i 13 anni presenta caratteristiche compatibili con la presenza di una dipendenza da social media, che sale al 5,1% tra le ragazze dai 14 ai 17 anni. Gli studenti a rischio nella popolazione 11-13 anni hanno 10,1 volte in più di probabilità di avere una ansia sociale grave o molto grave e 5,5 volte in più di presentare un carattere di alta impulsività.

 

Il disturbo da uso di videogiochi vede coinvolto il 12% degli studenti, con la percentuale che arriva al 18% negli studenti maschi delle secondarie di primo grado e al 13,8% negli studenti delle superiori (contro il 10,8% nelle scuole medie e il 5,5% nelle scuole superiori per le femmine). Rispetto all’età, la percentuale di rischio maggiore si rileva nelle scuole medie: con il 14,3% dei ragazzi a rischio, mentre il dato scende al 10,2% alle superiori. Vanno incontro a depressione e ansia sociale.

 

Il rischio di food addiction coinvolge, invece, 1.152.000 studenti circa tra gli 11 e i 17 anni, di cui più di 750.000 sono femmine. Coloro che presentano un rischio di food addiction grave hanno un rischio notevolmente più alto di andare incontro a depressione, da lieve a grave, e ansia.

 

La tendenza all’isolamento può interessare anche i più piccoli. Gli studenti di 11-13 anni che hanno indicato di essersi isolati tutti i giorni negli ultimi 6 mesi sono stati l’1,8%, mentre la percentuale degli studenti 14-17 anni è del 1,6% . Rispetto al genere, la prevalenza più alta si ritrova nelle femmine che tendono ad isolarsi nella loro camera senza uscire di casa nell’1,9% nel caso delle studentesse delle scuole medie fino ad arrivare al 2,4% dei casi delle studentesse delle scuole superiori. Il dato allarma per la precocità del fenomeno e l’età più critica risulta essere i 13 anni.

Parlare con mamma e papà è quasi un tabù

Le difficoltà di comunicazione con i genitori sono trasversali, è del 75,9% negli studentii di 11-13 anni con un rischio di Social Media Addiction, del  58,6% in quellii con un rischio di Internet Gaming disorder, al 68,5% in chi presenta una food addiction grave. Infine, questa difficoltà di comunicazione con i genitori è dichiarata dal 72,1% dei ragazzi delle scuole medie che presentano una tendenza rischiosa al ritiro sociale ; questa percentuale sale al 77,7% nei ragazzi delle scuole superiori con lo stesso disagio.

I genitori, tra inconsapevolezza e allarmismo

I genitori sono spesso inconsapevoli o esageratamente allarmisti. Tra i genitori che dichiarano di “non osservare problematiche nei figli legate all’uso rischioso dei videogiochi” vi è invece l’8,6% che presenta un figlio con rischio di gaming addiction, del quale evidentemente il genitore rispondente non si accorge. Addirittura, nei genitori che dichiarano che il loro figlio “non gioca con i videogiochi” si riscontra il 3,7% di casi di figli che presentano un rischio di gaming addiction. Anche tra i genitori che dichiarano di “non osservare comportamenti di assunzione incontrollata di cibi poco salutari nei loro figlio” si ritrova quasi un 20% di ragazzi con un disturbo di food addiction. Di contro, tra i genitori che dichiarano di “osservare problemi di gaming addiction nel figlio” c’è una sovrastima del problema in quanto seppure lo screening non ha riportato presenza di rischio nei figli il 75,9% dei genitori indica una preoccupazione per la dipendenza del figlio. Allo stesso modo anche tra i genitori che dichiarano “assunzione incontrollata di cibi non salutari” da parte dei figli, il 55,8% dei ragazzi non presenta nessun rischio di food addiction, indicando una errata valutazione da parte dei genitori.

Foto: Unsplash