Donazione e Trapianti: l’Italia raccoglie la sfida dell’Innovazione

22 novembre 2023

Donazione e Trapianti: l’Italia raccoglie la sfida dell’Innovazione

L’Italia della donazione e dei trapianti non si ferma: nel 2022 tutti i principali indicatori del processo di donazione hanno fatto registrare un segno positivo così come l’attività di trapianto. Si è, quindi, superata la fase pandemica. Nel 2022 i trapianti eseguiti da donatore deceduto sono stati 3.506 e quelli da donatore vivente sono stati 370. Il secondo migliore risultato di sempre. Si salvano molte vite ma ancora non basta. E’ necessario aprire una nuova stagione se vogliamo che davvero l’innovazione tecnologica dia una spinta ulteriore.

La parola d’ordine di questa nuova stagione deve essere ‘collaborazione’, ovvero dialogo tra competenze. Perché solo dal confronto tra tutti gli attori del sistema si possono comprendere le criticità e individuare le soluzioni. E’ nato con questo obiettivo l’Intergruppo Parlamentare Donazione e Trapianti di Organi, Tessuti e Cellule che, da mesi, coinvolge tutte le figure interessate. E un momento di sintesi importante si è tenuto al Ministero della Salute. Promosso dalla senatrice Elisa Pirro, presidente dell’Intergruppo Parlamentare, e organizzato dalla rivista di politica sanitaria Public health & Health policy, l’evento Dialogue Meeting è stato l’occasione per fissare spunti importanti sui quali lavorare.

Senatrice Pirro, a che punto sono i lavori dell’Intergruppo?

Durante i tanti incontri sono emersi aspetti importanti come la necessità di favorire le innovazioni ma anche le criticità maggiori nel campo delle donazioni e dei trapianti. E’ un lavoro importante che ci consente di disegnare una road map, di raccogliere le idee con il proposito di tradurle in proposte pratiche da realizzare, si spera, in tempi brevi.

L’Italia ha fatto tanto in termini di cultura della donazione. E’ sufficiente?

E’ vero è stato fatto tanto ma sono ancora molti i pregiudizi. E per questo non dobbiamo mai fermarci con la divulgazione, l’informazione, ecc. Però dobbiamo anche lavorare su un ‘pregiudizio economico’ che spesso c’è in questo ambito. E’ necessario comprendere che in tema di Sanità ma soprattutto in materia di donazione e trapianti gli investimenti non sono ‘spesa’ ma, al contrario, risparmio. E questo nel senso più ampio del termine. Pensiamo solo all’importanza della prevenzione e delle diagnosi precoci: quanti trapianti in meno si potrebbero fare se alcune patologie fossero prevenute o diagnosticate tempestivamente?

Una partita da vincere insieme

 

Dati Centro Nazionale Trapianti

Chi ha nel suo DNA il concetto di ‘rete’, di collaborazione e di trasversalità è senza dubbio il Centro Nazionale Trapianti che, è giusto sottolinearlo, è un fiore all’occhiello della Sanità italiana. «La rete trapianti è inclusiva per definizione, il tema della trasversalità è fondamentale. Per questo ho particolarmente apprezzato la pluralità delle voci coinvolte da questo evento organizzato dall’Intergruppo. Perché è questa la chiave vincente per identificare problemi e strade da percorrere» ha detto Massimo Cardillo, Direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT).

Dottor Cardillo, quali sono ancora le sfide che deve affrontare il nostro Paese in tema di cultura della donazione?

In trent’anni è stato fatto tanto. Ma ci sono ancora molti tabù e pregiudizi da sfatare. Perché ci sono ancora tante paure e tanta disinformazione. Soprattutto nelle fasce di popolazione più avanti con gli anni. Dobbiamo imparare a comunicare in modo più puntuale e con strumenti più adeguati. Le paure sono sempre le stesse ,e allora dobbiamo spiegare che gli organi sono prelevati solo quando c’è la certezza del decesso, che chi è donatore è curato fino alla fine al meglio, che gli organi utilizzati sono assegnati con criteri di trasparenza, che le religioni non ostacolano la donazione ritenendola un gesto di generosità, ecc. Dobbiamo lavorare in questo senso e non fermarci mai. Perché al di là della Scienza, dell’innovazione, della Tecnologia non bisogna mai dimenticare che il trapianto è l’unica terapia che si basa sulla generosità di un donatore.

Diminuire le liste d’attesa e i divari regionali

«E’ indispensabile stimolare una crescita del sistema, riducendo il divario esistente tra il numero di organi disponibili e quello dei pazienti in lista d’attesa, oltre a superare la disomogeneità regionali ancora esistenti» ha sottolineato Teresa Petrangolini, coordinatrice per l’Equità di Accesso alla Donazione e Trapianto di Organi, Tessuti e Cellule che raccoglie 11 associazioni. «I pazienti nel nostro Paese hanno dato una spinta importante, da sempre, al tema dei trapianti. E ancora oggi continuano a farlo con il Manifesto Sociale sottoscritto dal Comitato per la Donazione e il Trapianto di Organi, Tessuti e Cellule che è un ‘programma d’azione’.

Non basta dire ‘Innovazione’, è ora di scegliere

Parlare di innovazione nel campo dei trapianti significa parlare di innovazione per aumentare e migliorare i trapianti tra donatori viventi, significa affrontare le sfide che pone la conservazione, il trasporto e la rigenerazione degli organi, e poi gli xenotrapianti, la stampa degli organi in 3D, la donazione da persone sempre più anziane. E questo solo per citare alcuni ambiti. Ma dire ‘innovazione’ non basta. «Oggi siamo in un paradosso: di innovazione ne abbiamo anche troppa. E’ quindi necessario capire dove investire, su cosa puntare. Perché non tutta l’innovazione ha lo stesso valore, la stessa rilevanza. E questo anche per mettere i decisori di scegliere al meglio» ha detto Emanuele Lettieri, Ordinario di Management and Industrial Engineering al Politecnico di Milano in una Lettura Magistrale sull’evoluzione delle tecnologie in medicina.

Se tanto è stato fatto nel nostro Paese in tema di ‘cultura della donazione’, tanto è ancora da fare in tema di digitalizzazione dei dati, di analisi dei dati, ecc. Passaggi che non possono essere considerati marginali perché sono il ponte necessario affinché il mondo della Scienza e quello dei Decisori possano, al meglio, collaborare.

Una Legge da aggiornare

Innovazione e nuove tecnologie sono, dunque, fondamentali per una maggiore produttività nei trapianti d’organo. Così come la formazione, la riorganizzazione dei processi e le sinergie sul Territorio sono fondamentali per ridurre le attese dei Centri Regionali Trapianti. Ma occorre anche un aggiornamento della Legge 91/99. Alcuni provvedimenti vanno presi con urgenza, come l’adeguamento delle tariffe di rimborso per rendere possibile l’accesso all’innovazione e l’aumento delle risorse economiche destinate alla ricerca in ambito trapiantologico.

Nelle more dell’aggiornamento della legge 91/99, dal Dialogue Meeting è emerso che alcune decisioni per aumentare la produttività in materia di trapianti potrebbero essere prese già nell’immediato, dando un forte segnale di soluzione ai pazienti in lista di attesa. Riportando i dati nazionali dei trapianti fatti negli ultimi anni (3813 nel 2019, 3437 nel 2020 – in concomitanza della pandemia –, 3778 nel 2021 e 3887 nel 2022), Davide Croce, Direttore del Centro di Ricerca sull’Economia e il Management in Sanità dell’Università Cattaneo di Castellanza, ha sottolineato come l’Italia mantenga costanti le liste d’attesa ma che tra il 10 e il 19% dei pazienti ne fuoriescono perché non più idonei al trapianto. «Per compensare questa situazione si potrebbe iniziare a ridurre le morti in lista d’attesa – in particolare per il trapianto di fegato – incrementando i trapianti di organi  cosiddetti marginali o subottimali, attraverso l’impiego delle tecnologie attuali che ne permettano il mantenimento, e quindi la garanzia, nei confronti del paziente e a parità di numero di donazioni: con 18 milioni di finanziamento, le circa 140 morti del 2021 si sarebbero evitate, così come sarebbero evitati tutti quei costi legati al fatto che i pazienti, in lista di attesa, hanno bisogno di ricoveri, di controlli, di farmaci, con conseguenti ulteriori costi».

A chiusura dei lavori – che hanno visto anche un intervento dei senatori Elena Murelli e Massimiliano Romeo – è intervenuto il senatore Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione 6° Finanze del Senato della Repubblica. «In un campo così delicato quale quello della donazione e del trapianto di organi, l’innovazione gioca un ruolo preponderante per gli esiti che è in grado di produrre, ma anche condizionante per i costi che, purtroppo, porta con sé – ha dichiarato, nel suo intervento conclusivo,    – nonostante la congiuntura finanziaria non favorevole, mi auguro che sia possibile identificare dei minimi spazi, così da rendere possibile l’accesso a queste tecnologie che, in questo ambito sanitario, fanno la differenza» ha dichiarato Garavaglia.

Foto: Pexels, CNT