Depressione post partum, Fondazione Onda sempre più a fianco delle mamme

12 maggio 2024

Depressione post partum, Fondazione Onda sempre più a fianco delle mamme

Depressione post partum, Fondazione Onda sempre più a fianco delle mamme

Depressione post partum, la paura di non essere una ‘buona’ madre e soprattutto la certezza di essere una donna ‘sbagliata’. La sola a provare una infinita tristezza in un momento da tutti raccontato come il più felice della vita.

Più del 70 per cento delle neomamme, nei primissimi giorni dopo il parto, può presentare sintomi di una lieve depressione. Che passa nel giro di pochi giorni. Ma per molte donne non è così. Ansia, inadeguatezza e sfiducia diventano emozioni sempre più persistenti. E il sorriso si spegne.

 

Per questo è davvero importante supportare le neomamme con informazioni, approfondimenti e strumenti utili. “Un sorriso per le mamme” è il progetto di Fondazione Onda ETS che dal 2010 è al fianco delle donne per aiutarle a riconoscere i primi campanelli d’allarme della depressione perinatale.

 

In occasione della Festa della Mamma, grazie al contributo incondizionato di Haleon, l’impegno di Fondazione Onda ETS si rafforza, offrendo alle neomamme nuovi  contenuti sul sito www.depressionepostpartum.it.

Baby Blues

depressione post partum

Dopo il grande cambiamento fisico ed emotivo della gravidanza e del parto, le donne affrontano un periodo di adattamento che dura generalmente sei settimane. Si stima che 7-8 neomamme su 10 sperimentino, nei giorni immediatamente successivi al parto, uno stato di malinconia chiamata Baby blues. Si tratta di una fase transitoria che dura normalmente una settimana/dieci giorni, dovuta alla brusca riduzione dei livelli ormonali. È molto importante porre massima attenzione a questo periodo poiché nel 20 per cento delle donne che presentano Baby blues i sintomi peggiorano ed evolvono in una depressione post partum.

Cosa fare

Attualmente, il sistema sanitario nazionale non ha un percorso standardizzato di visite post-parto. Di solito, si programma una visita con un ginecologo o un’ostetrica dopo circa quaranta giorni dal parto. Anche se ci sono alcuni ospedali che offrono servizi di assistenza post-parto, i principali punti di riferimento sono le strutture locali. Come i Consultori, che offrono una vasta gamma di servizi quali visite a domicilio gratuite da parte di ostetriche, consulenze presso la struttura, supporto telefonico, assistenza all’allattamento, corsi di massaggio infantile, supporto psicologico, visite ginecologiche e consulenze sulla contraccezione post-parto. Inoltre, ci sono associazioni locali che offrono sostegno gratuito alle neomamme e forniscono spazi per il confronto e la condivisione.

Tante informazioni per aiutare le mamme in difficoltà

depressione post partum

«Fondazione Onda ETS con il supporto di Haleon è in prima linea – dichiara Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS – per sensibilizzare le donne sul tema del post partum e offre un servizio di mappatura dei centri di tutta Italia che possono fornire aiuto concreto alle neomamme in difficoltà.

Inoltre, per informare le donne sull’importanza del periodo post partum, in particolare sugli aspetti emotivi e psicologici che possono emergere in questo delicato momento della vita, abbiamo coinvolto medici esperti che hanno risposto a una serie di domande fornendo informazioni preziose e rassicuranti. Sappiamo quanto sia cruciale sentirsi supportate e ben informate durante il periodo post partum, sia per il benessere della madre che per quello del neonato. È per questo che abbiamo realizzato anche un decalogo e video interviste, con l’intento di non lasciare sole le donne in questa fase delicata, ma di accompagnarle con consigli pratici e approfondimenti utili».

Depressione post partum, un problema troppo spesso sottovalutato e taciuto

«L’ambizione di Haleon – dichiara Giuseppe Abbadessa, General Manager Southern Europe di Haleonè quella di abbattere le barriere che ostacolano gli individui nel raggiungimento di una migliore salute quotidiana, che si tratti di barriere culturali, sociali, personali, strutturali e politiche. Per questo ci impegniamo sul mercato sia grazie ai nostri prodotti, sia sostenendo programmi che promuovono un accesso alla salute sostenibile e inclusivo. Per quello che riguarda la salute delle donne, ci avvaliamo di un ampio portafoglio di prodotti per l’integrazione alimentare in grado di sostenere i loro bisogni nutrizionali per affrontare le varie fasi della vita. Collaborare con Fondazione Onda e sostenere “Un sorriso per le Mamme” rappresenta un ulteriore impegno rivolto ad aiutare le donne che dopo il parto attraversano un momento di difficoltà, un problema troppo spesso sottovalutato e taciuto ma dal forte impatto sociale e psico-fisico».

Attenzione ai 40 giorni dopo il parto

Depressione post partum, Fondazione Onda sempre più a fianco delle mamme

«Il periodo dopo il parto è molto faticoso per la neomamma – spiega Irene Cetin, Direttrice Ostetricia Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, Professoressa Ordinaria di Ginecologia all’Università degli Studi di Milano – sia in termini fisici che emotivi.  Importante quindi seguire i consigli di ostetrica e ginecologo al momento della dimissione dall’ospedale.

I 40 giorni dopo il parto che vengono chiamati puerperio sono un periodo molto delicato per la vita della donna, che è appena reduce dal periodo della gravidanza. In questo periodo inizia anche la fase dell’allattamento che richiede attenzione dal punto di vista di idratazione e alimentazione. Sicuramente in questo periodo, dopo tutta la fatica della gravidanza e del parto, è probabile che ci sia bisogno di integrazioni con vitamine e minerali. Il periodo del post-parto, pur essendo un momento tanto atteso, può anche essere accompagnato da qualche difficoltà emotiva perché il calo degli ormoni porta a un aumento di rischio di una vera e propria depressione.

Questa situazione va riconosciuta, affrontata e curata, chiedendo aiuto sia in ospedale che nelle strutture territoriali. La vicinanza e l’ascolto alla neomamma risultano quindi di fondamentale importanza per sostenerla, aiutarla in una corretta alimentazione e supportarla psicologicamente per la ripresa di una vita normale».

Tutto è superabile con le indicazioni e le cure giuste

«L’epoca del post-partum è sovente identificata come un periodo di benessere fisico e mentale per la donna materna – conclude Roberta Anniverno, Responsabile Centro Psiche Donna, ASST Fatebenefratelli Sacco Ospedale Macedonio Melloni che dopo la ripresa dal parto si trova ad accompagnarsi al nuovo nato pensato in genere come un periodo di grande soddisfazione materna. In realtà il benessere perinatale non è un vantaggio fisiologicamente acquisito, che tutte le donne sperimentano come sovente si immagina.

Il periodo del post-partum deve essere infatti attenzionato sia a livello fisico che mentale. Gravidanze che possono esitare in parti complicati possono lasciare conseguenze sia sul piano ostetrico ginecologico sia sul piano psichico. Tutto è superabile con le indicazioni e le cure giuste, ma con tempi e con esiti diversi da quelli che una puerpera normalmente si attende. Portare attenzione alla fisicità della donna neomamma, al suo sentirsi nel corpo che di nuovo cambia, al suo percepire sintomi che vanno riferiti ed indagati, aiuta a costruire un assetto fisico capace di sostenere la cura per il proprio bambino.

“Se sto male e non mi curo non sono di aiuto a me stessa e neppure a mio figlio”. La medesima cosa si incontra sul piano psichico, sappiamo come i primi mesi di post-partum siano quelli più delicati per la comparsa di sintomi ansiosi o di depressione e come non vadano sottovalutate anche le alterazioni emotive relative alla brusca caduta estroprogestinica, che costituiscono il Baby blues e che si dissolvono entro 7-10 gg dopo il parto. Il benessere mentale della puerpera è importante da proteggere e da attenzionare poiché influisce sulla relazione di cura con il proprio bambino. Non si tratta tanto e solo della capacità di prendersi cura del proprio figlio, di occuparsi dei suoi bisogni primari, quanto di entrare in una graduale sintonizzazione emotiva che permette di costruire quella che viene indicata come una sana relazione di attaccamento che fa evolvere la diade in una sorta di danza armonica e funzionale per il neuro sviluppo del proprio bambino».

Foto: Fondazione Onda, Pixabay, Unsplash e Pexels