Depressione, le donne rischiano di più

8 marzo 2024

Depressione, le donne rischiano di più

Depressione, le donne rischiano di più

I numeri lo confermano: a soffrire di depressione sono 3 milioni di persone. E di queste 2 milioni riguardano prevalentemente le donne. Ansia, solitudine disturbi dell’alimentazione e del sonno non scendono dal banco degli imputati.  Massima attenzione al problema della comorbilità con malattie metaboliche e cardiovascolari.

 

Numeri importanti al centro dell’evento “Donne e salute mentale, i disturbi più comuni nell’era dell’imprevedibilità” organizzato dalla Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e da Fondazione Onda, con il contributo non condizionante di Viatris.

Le donne vivono con maggior coinvolgimento le relazioni sociali e affettive

«E’ importate – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – tenere il faro acceso su ansia, depressione, insonnia. Problematiche di salute mentale che sappiamo riguardare prevalentemente l’universo femminile. Nelle donne, infatti, le origini della depressione sono complesse e multifattoriali. Aldilà di una componente genetica, gli ormoni femminili rivestono un ruolo importante.

Le donne, inoltre, tendono anche a vivere con maggior coinvolgimento e più alta risonanza emotiva le relazioni sociali e affettive e ciò le rende più vulnerabili. A questo si aggiunga il ruolo multitasking della donna, oltre a fattori di rischio quali la violenza fisica e psicologica che la espongono pesantemente, soprattutto in particolari fasi della vita».

Depressione

Anche l’isolamento sociale e la solitudine non accennano a diminuire

«Oggi l’aumento dei casi di malattie psichiche – prosegue Claudio Mencaccico-presidente della Sinfp e direttore emerito di psichiatria all’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano – che si è visto nel post Covid si è fermato. Ma non accenna tuttavia ancora a diminuire, così come l’isolamento sociale e la solitudine.

Questi sono fattori di alto rischio depressivo, 1 caso su 5, secondo uno studio su Lancet. E di aumentata mortalità cardiovascolare, del 32% secondo una recentissima metanalisi pubblicata su JAMA, soprattutto nelle donne.

Questa riduzione progressiva dei contatti ha provocato un aumento di stress, causato e correlato dalla percezione del pericolo, che aumenta venendo meno il fattore protettivo più importante: la solidarietà».

Prevenzione arma vincente

«I dati confermano che sono le donne ad ammalarsi di depressione fino a due volte di più degli uomini – spiega Emi Bondi, presidente della SIP, Società Italiana di Psichiatria e direttore del dipartimento di salute mentale all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo –. Una vulnerabilità, quella femminile, legata sicuramente a fattori biologici. Ma anche a fattori sociali, connessi allo stress legato al sovraccarico lavorativo ed emotivo che spesso sono chiamate ad affrontare, nel ruolo di lavoratrici, e contemporaneamente di madri e di caregiver dei famigliari.

È quindi fondamentale programmare attività di prevenzione e di educazione alla prevenzione, soprattutto nelle scuole, e migliorare anche la capacità di diagnosi precoce, di intervento e di cura prima che la malattia diventi troppo grave o che si sviluppino casi di comorbilità».

sono le donne ad ammalarsi di depressione fino a due volte di più degli uomini

Nei pazienti con depressione, il diabete è 5 volte più frequente

«Molte malattie fisiche sono più frequenti nei pazienti con depressione, rispetto alla popolazione generale e possono influenzarsi reciprocamente – precisa Andrea Fagiolini, professore ordinario di psichiatria al dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Siena –. Ad esempio, nei pazienti con depressione, il diabete è 5 volte più frequente. La coronaropatia ischemica e le malattie articolari sono circa il doppio e le malattie respiratorie sono 4 volte più frequenti. Dopo i 55 anni, la mortalità è circa 4 volte superiore a quella della popolazione generale.

Esistono molteplici meccanismi che spiegano questa frequente comorbilità. Una base biologica comune, la presenza di fattori di rischio condivisi, lo stress emotivo e l’ansia, legati a ognuna delle due malattie, nonché le maggiori difficoltà nell’aderenza alle terapie prescritte.

In molti casi, il trattamento della comorbilità richiede un approccio integrato che affronti entrambe le condizioni attraverso trattamenti compatibili e prescritti in sinergia con i colleghi. Questo evita di aggiungere un ulteriore carico a chi è già ammalato, migliora la prognosi e facilita il raggiungimento di una migliore qualità di vita».

depressione

Insonnia&depressione

«Nella forma cronica, che coinvolge circa il 10% della popolazione, la depressione interessa con un’incidenza più che doppia il sesso femminile nell’ arco della vita – conclude Laura Palagini, psichiatra e responsabile dell’ambulatorio per il trattamento dei disturbi del sonno dell’AUO di Pisa. – A partire dal periodo puberale gli ormoni femminili tendono a superficializzare il sonno, a diminuirne la pressione verso il sonno e aumentare quella per la veglia.

Ciclicamente nella fase luteale si osserva una disregolazione del sonno REM che predispone all’insonnia, la gravidanza e il peripartum. Rappresentano un periodo di forte predisposizione all’insonnia acuta e cronica, così come il periodo perimenopausale favorisce alterazioni del sonno che incrementano l’incidenza dell’insonnia nella donna. Valutare e trattare l’insonnia nel sesso femminile è quindi di particolare importanza».

Foto:Pixabay, Unsplash