Alimentazione e genetica: non è sempre colpa nostra

24 luglio 2023

Alimentazione e genetica: non è sempre colpa nostra

alimentazione e genetica

Scagionati dalla genetica. Se mangiamo un alimento e ne detestiamo un altro non è colpa della gola o di qualche capriccio che ci portiamo dietro da bambini. Ma è di uno dei 500 geni che giocano un ruolo decisivo nella scelta di un alimento. Il legame tra genetica e alimentazione è stato individuato dai ricercatori della University of Colorado School of Medicine.

In uno dei primi studi su larga scala sui geni legati alla dieta, infatti, i ricercatori hanno scoperto quasi 500 geni che sembrano influenzare direttamente gli alimenti che mangiamo. I risultati rappresentano un passo importante verso l’utilizzo della genetica di una persona per sviluppare strategie nutrizionali di precisione che aiutino a migliorare la salute o a prevenire le malattie.

Un legame stretto con le vie sensoriali

«Alcuni geni che abbiamo identificato sono legati alle vie sensoriali, comprese quelle del gusto, dell’olfatto e della consistenza, e possono anche aumentare la risposta alla ricompensa nel cervello» ha detto spiegato Joanne Cole, professore assistente al Dipartimento di Informatica Biomedica dell’Università. «Poiché alcuni di questi geni possono influenzare in modo chiaro il gradimento o meno di un alimento, potrebbero essere utilizzati per creare profili genetici sensoriali che permettano di regolare con precisione le raccomandazioni dietetiche di una persona in base agli alimenti che ama mangiare».

Abitudini, cultura o genetica?

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«Gli alimenti che scegliamo di mangiare sono in gran parte influenzati da fattori ambientali come la nostra cultura, lo status socioeconomico e l’accessibilità del cibo – ha detto Cole – e poiché la genetica gioca un ruolo molto più piccolo nell’influenzare l’assunzione di cibo rispetto a tutti i fattori ambientali, dobbiamo studiare centinaia di migliaia di individui per individuare le influenze genetiche in mezzo ai fattori ambientali. I dati necessari per farlo non erano disponibili fino a poco tempo fa».

Una sfida nell’identificazione dei geni legati all’alimentazione è rappresentata dal fatto che ciò che le persone mangiano è correlato a molti altri fattori, tra cui fattori di salute come il colesterolo alto o il peso corporeo e persino lo status socioeconomico. Nel nuovo lavoro, i ricercatori hanno applicato metodi computazionali per individuare gli effetti diretti delle varianti genetiche che influiscono sull’alimentazione e separarli da quelli indiretti, come nel caso in cui un gene influisca sul diabete e il diabete richieda che una persona mangi meno zucchero.

 

L’analisi ha rivelato circa 300 geni direttamente associati al consumo di alimenti specifici e quasi 200 geni legati a modelli alimentari che raggruppano vari alimenti, ad esempio l’assunzione complessiva di pesce o il consumo di frutta.

Avremo diete che si adattano ai nostri gusti genetici

 

A breve termine, la Cole sta studiando i geni legati alla dieta appena identificati per comprenderne meglio la funzione e sta lavorando per identificare altri geni che influenzano direttamente le preferenze alimentari. L’autrice vorrebbe perseguire diverse linee di ricerca traslazionale basate su questi risultati. Per esempio, è interessata a studiare se l’uso della genetica di una persona per adattare il profilo del sapore di una dieta progettata per la perdita di peso possa migliorare l’aderenza.

 

Potrebbe anche essere possibile utilizzare queste nuove conoscenze per adattare gli alimenti alla predisposizione genetica di una persona. «Se sappiamo che un gene che codifica un recettore olfattivo nel naso aumenta il gradimento della frutta e potenzia la risposta cerebrale alla ricompensa, allora gli studi molecolari di questo recettore potrebbero essere utilizzati per identificare composti naturali o sintetici che vi si legano. Poi potremmo vedere se l’aggiunta di uno di questi composti a cibi sani rende questi alimenti più attraenti per quella persona» ha spiegato Cole.

Foto: Unsplash e Pexels