Ageismo, da Fondazione Longevitas il Manifesto Europeo per combattere la discriminazione

28 maggio 2024

Ageismo, da Fondazione Longevitas il Manifesto Europeo per combattere la discriminazione

Ageismo, Fondazione Longevitas presenta il Manifesto Europeo

Ageismo, quando l’età anagrafica è oggetto di pregiudizio. A volte di stigma. E i capelli bianchi smettono di essere un valore. Trasformando gli anni che passano in una accezione solo negativa, invalidante e fortemente penalizzante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ageismo è la terza principale causa di discriminazione a livello mondiale.

Per questo, in una Europa sempre più longeva, è importante individuare politiche mirate e incisive per bloccare un fenomeno che sembra inarrestabile.

 

Con questo importante obiettivo è stato presentato oggi a Roma, al Parlamento Europeo, da Fondazione Longevitas con altre 21 organizzazioni firmatarie, il “Manifesto Europeo contro L’Ageismo”. Un appello, a pochi giorni dalle elezioni europee, per chiedere ai candidati l’impegno a sottoscrivere il documento e a porre il contrasto all’ageismo come una priorità dell’agenda istituzionale.

Una persona su tre in Europa vittima di ageismo

I dati diffusi dal Rapporto Globale sull’Ageismo del marzo 2021 sono davvero preoccupanti: circa il 42 per centro della popolazione anziana europea avverte la presenza diffusa di discriminazione legata all’età nel proprio Paese, con particolare rilevanza sul luogo di lavoro. Non solo. Una persona su tre in Europa, sia giovane che anziana, dichiara di essere stata vittima di ageismo.

 

Anche l’impatto sulla salute è enorme, si stima che ci sono 6,33 milioni di casi di depressione nel mondo attribuibili ad ageismo. A questo si deve aggiungere il fenomeno degli abusi, che colpisce il 15,7 per cento degli anziani, ovvero quasi 1 su 6.

Ageismo

Un’emergenza che l’Europa deve affrontare con strumenti incisivi e un’ampia visione politica

«L’agesimo, per le conseguenze serie e di ampia portata che ha sulla salute, sul benessere e sui diritti umani – sottolinea Eleonora Selvi, Presidente della Fondazione Longevitas è una delle grandi sfide del nostro tempo.

Per gli anziani tale fenomeno è associato, infatti, a una vita più breve, a una salute fisica e mentale peggiore, a una ripresa più lenta da disabilità e declino cognitivo. Riduce la loro qualità della vita, aumenta isolamento sociale e solitudine, limita la loro capacità di esprimere la propria sessualità e può aumentare il rischio di violenza e abusi.

L’ageismo, infine, può essere sperimentato anche dai più giovani, per esempio in termini di pregiudizi e discriminazioni sul lavoro, limitando la crescita personale e professionale. È un’emergenza che l’Europa, e non solo, deve affrontare con strumenti più incisivi e un’ampia visione politica. Il nostro appello è quello di aderire al nostro Manifesto e mettere in campo atti politici concreti».

Le 9 proposte del Manifesto

1️⃣  L’elaborazione di una strategia europea da parte delle Istituzioni per la lotta contro l’ageismo.

 

2️⃣  L’istituzione di una Giornata Europea contro l’Ageismo per sensibilizzare l’opinione pubblica, coinvolgere la società civile e promuovere azioni concrete.

 

3️⃣  La promozione di attività di educazione e sensibilizzazione per contrastare l’ageismo da parte delle Istituzioni europee e dei Governi nazionali, nelle scuole, nel mondo del lavoro e complessivamente nell’opinione pubblica.

 

4️⃣  Il sostegno attivo, da parte dell’Europa, delle relazioni intergenerazionali, favorendo l’istituzione di programmi di mentoring che connettano le diverse generazioni.

 

5️⃣  La promozione dell’inclusione digitale delle persone anziane, come una premessa imprescindibile per promuoverne il benessere e favorirne la partecipazione sociale.

 

6️⃣  Il sostegno da parte dell’Europa agli Stati membri a migliorare le risposte ai bisogni di salute della popolazione anziana per una sanità sempre più equa e accessibile.

 

7️⃣  L’impegno a promuovere attivamente la collaborazione internazionale, attraverso conferenze, condivisione di dati e di best practice e la stesura di specifici trattati contro l’ageismo.

 

8️⃣  La destinazione di fondi adeguati alla ricerca scientifica sulle cause e gli effetti dell’ageismo, con un monitoraggio costante delle tendenze ad esso collegate.

 

9️⃣  La costruzione di partnership strategiche con il settore privato al fine di coinvolgere attivamente le imprese nella lotta all’ageismo.

Ageismo, Fondazione Longevitas presenta il Manifesto Europeo

Non solo salute e benessere, anche l’autonomia è importante

«I numeri sempre crescenti – commenta Alessandra Locatelli, Ministra per le disabilità della Repubblica Italiana – di persone anziane, spesso con disabilità e non autosufficienti, ci impongono una riflessione. In particolare sulle azioni, sull’organizzazione e l’implementazione di servizi che bisogna mettere in campo per garantire loro una vita partecipata e dignitosa che guardi non solo al benessere e alla salute ma anche all’autonomia della persona.

Il Patto per la Terza età e la legge delega sulla disabilità, a cui il governo ha lavorato, sono due riforme importanti che vanno a dare risposte concrete esattamente in questa direzione. Serve, però, continuare a fare rete e rafforzare la collaborazione a tutti i livelli per poter affrontare in maniera adeguata le sfide di questo tempo».

Ageismo

Solo un impegno condiviso e proattivo può cambiare la mentalità

«Occorre fare rete – dice Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche socialiper affrontare una sfida profonda e complessa come quella della transizione demografica. Valorizzando la coesione sociale e le nuove possibilità anche tecnologiche, oltre che di salute e assistenza, per una piena autosufficienza anche superati i 65 anni.

Il Manifesto Europeo contro l’Ageismo è un’iniziativa lodevole perché richiama le istituzioni, ma anche la cittadinanza, a un cambio di paradigma per superare lo stigma verso le persone anziane. Promuovendo innanzitutto la solidarietà e la responsabilità tra le generazioni, che è uno dei pilastri della legge-quadro in favore della terza età, approvata a marzo, dopo meno di un anno e mezzo di Governo.

Solo un impegno condiviso e proattivo può cambiare la mentalità, superando i pregiudizi e l’isolamento che troppo spesso rendono ancora più difficile l’ultima fase della vita degli anziani. Una società finalmente longeva deve imparare a essere più felice e attiva in ogni età, con strategie percorribili e semplici da realizzare».

Ageismo, Fondazione Longevitas presenta il Manifesto Europeo

L’ageismo aggrava l’isolamento sociale e la solitudine

«L’ageismo ha un impatto – dichiara la Sen. Daniela Sbrollini, Vice Presidente X Commissione del Senato, Co-Presidente Intergruppo Parlamentare Qualità della vita nelle città – su tutti gli aspetti della salute delle persone anziane. Accorcia la durata della vita, peggiora la loro salute fisica e mentale, ostacola il recupero dalla disabilità e accelera il declino cognitivo.

Gli interventi educativi a tutti i livelli di istruzione possono correggere idee sbagliate, fornire informazioni accurate e contrastare gli stereotipi. Bisogna ricostruire le reti di prossimità nelle città e affrontare l’invecchiamento nelle aree interne marginali. Realizzando città che siano luoghi di incontro e di benessere, delle health city in cui si possa praticare movimento e attività fisica, che facilitino le relazioni e allo stesso tempo i sani stili di vita. In tutto questo non farò mancare il mio impegno a favore degli anziani e in sinergia con la Fondazione Longevitas».

Essere anziani non può e non deve essere un limite

«La discriminazione basata sull’età, il cosiddetto ageismo – sottolinea il Sen. Francesco Zaffini, Presidente X Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica – affligge sempre di più l’Italia. È un fenomeno in crescita e complesso che ha radici culturali e sociali e che comporta costi elevati, sia per le persone che per l’economia. Uno dei temi principali è che questo tipo di discriminazione non avviene soltanto a livello sociale ma anche sanitario, perché gli anziani diventano “troppo vecchi e troppo costosi”, concetto che è ovviamente frutto di una valutazione errata che viene dal passato. Come ho più volte ripetuto, invece, essere anziani non può e non deve essere un limite o una condizione invalidante. Per tale motivo io e la mia Commissione abbiamo licenziato un provvedimento, di cui sono stato relatore, che riporta l’anziano ad essere un cittadino di serie A, in cui lui stesso torna ad essere protagonista di tutte quelle decisioni che riguardano il suo destino, sia in termini di invecchiamento attivo che di gestione di una eventuale non autosufficienza».

Di solitudine si può morire

«L’invecchiare positivo – conclude il Sen. Antonio Guidi, Membro della VII Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, Membro della X Commissione permanente, Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica – è relativo al generale aumento della salute e del benessere. Tuttavia, va sempre garantita la comunicazione intergenerazionale. Le misure per promuovere la longevità positiva sono trasversali e riguardano soprattutto efficaci servizi sociali e psicologici che aumentino l’interazione fra generazioni differenti. Solo con la comunicazione fra diverse età, si vive bene in tutte le età. Di solitudine si muore».

Foto: Canva, Pixabay, sito Fondazione Longevitas