Perché i cani scodinzolano?

26 gennaio 2024

Perché i cani scodinzolano?

Perché i cani scodinzolano?

Il movimento della coda dei cani è il barometro delle loro emozioni. E non sempre scodinzolano solo per la felicità di vederci. Le code sono comuni a tutti i vertebrati e si sono originariamente evolute per la locomozione. Molti animali le usano anche per l’equilibrio e per scacciare i parassiti. Nei canidi, le code non sono più utilizzate per la locomozione, ma piuttosto per la comunicazione rituale.

 

Il team di ricercatori dell’Università di Torino, in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, lUniversità di Medicina Veterinaria di Vienna e il Max Planck Institute for Psycholinguistics. ha condotto uno studio, pubblicato su Biology Letters, che riassume i risultati dei lavori finora realizzati su meccanismi, ontogenesi, evoluzione e funzione dello scodinzolio nei cani domestici.

L’interazione cane-uomo sembra essere fondamentale. I lupi lo dimostrano

«Nessuno studio – spiega Silvia Leonetti, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino che ha condotto la ricerca ha seguito lo sviluppo del comportamento scodinzolante nello stesso individuo per tutta la vita. Solo in un caso, tuttavia, sono state quantificate diverse caratteristiche comportamentali dei cuccioli di cane e di lupo, compreso lo scodinzolio. I cuccioli di entrambe le specie sono stati allevati e poi testati per verificare la loro preferenza per l’uomo che li accudisce rispetto ad altri stimoli. I cuccioli di cane di quattro-cinque settimane hanno iniziato a scodinzolare frequentemente e a manifestare preferenze per la persona che li accudiva. I cuccioli di lupo, invece, scodinzolano molto meno».

La coda dei cani è un’estensione della colonna vertebrale

Perché i cani scodinzolano?

Ma ancora si sa poco di come i movimenti della coda siano controllati a livello neurofisiologico. Si tratta di un comportamento asimmetrico, con i cani che mostrano movimenti lateralizzati a seconda degli stimoli che incontrano. Ciò suggerisce una lateralizzazione cerebrale, con una tendenza a scodinzolare sul lato destro, determinata dall’attivazione dell’emisfero sinistro, per gli stimoli che hanno una valenza emotiva positiva. Al contrario, mostrano uno scodinzolio orientato a sinistra, quindi l’attivazione dell’emisfero destro, per gli stimoli che suscitano ritiro. Ad esempio quando viene mostrato un cane sconosciuto e dominante o in situazioni di aggressività.

Una chiave potrebbe essere la domesticazione

«L’addomesticamento del cane – prosegue Leonettiè probabilmente iniziato durante il Paleolitico superiore. I cambiamenti associati alla domesticazione includono: depigmentazione della pelliccia, riduzione delle dimensioni dello scheletro facciale e dei denti, cambiamenti nelle dimensioni e nelle proporzioni generali del corpo, comparsa di attributi fisici come le orecchie flosce e la coda arricciata, riduzione delle dimensioni del cervello, riduzione dell’aggressività, aumento della docilità e la variazione dei livelli ormonali con conseguenti cambiamenti comportamentali».

Diverse ipotesi hanno cercato di spiegare come si siano verificati questi cambiamenti

Secondo l’ipotesi della sindrome da domesticazione“, esso può portare all’emergere di tratti geneticamente collegati ma inaspettati, che sono sottoprodotti di una selezione per un altro tratto, come ad esempio la docilità o la socievolezza nei confronti dell’uomo. Ciò potrebbe essere dovuto a un legame genetico tra la selezione per la docilità e l’anatomia della coda.

In alternativa, i cani scodinzolano perché questo potrebbe essere stato un obiettivo del processo di domesticazione, con gli esseri umani che hanno selezionato i cani che scodinzolavano più spesso e, potenzialmente, in modo più ritmico. Questa è l’ipotesi dello scodinzolio ritmico addomesticato

 

Secondo entrambe le ipotesi, la selezione del comportamento scodinzolante potrebbe non essere stata uniforme tra le varie razze; ad esempio, i cani da caccia scodinzolano di più dei cani da pastore, e hanno anche subito una selezione diversa per quanto riguarda lo scodinzolio. Ciò dimostra che lo scodinzolio sia un tratto multidimensionale che può differire in base a vari parametri, tra cui il portamento della coda, la direzione e la velocità. In teoria, ogni parametro del movimento della coda potrebbe essere sottoposto a diversi livelli di controllo neurale, avere funzioni diverse e/o trasmettere informazioni diverse.

C’è ancora tanto da scoprire

«Lo scodinzolio dei cani – conclude Leonetti – è un comportamento evidente ma scientificamente sfuggente. La sua unicità, complessità e ubiquità sono potenzialmente associate a molteplici funzioni, ma i suoi meccanismi e la sua ontogenesi sono ancora poco conosciuti. Queste lacune ci impediscono di comprendere appieno la storia evolutiva del moderno comportamento scodinzolante e il ruolo svolto dall’uomo in questo processo. Un’indagine più sistematica e approfondita sul perché i cani scodinzolano non solo permetterà di mappare meglio questa iconica manifestazione comportamentale ma fornirà anche informazioni indirette sull’evoluzione dei tratti umani».

Foto: Unsplash, Pixabay