Animali: più di 15milioni hanno il microchip. Ma non basta

5 febbraio 2024

Animali: più di 15milioni hanno il microchip. Ma non basta

microchip

Gli animali con microchip in Italia sono 15.600.787: 14.298.845 cani, 1.299.321 gatti e 2.621 furetti. I dati, al 4 febbraio, diffusi da Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali sono estratti dalla Banca dati dell’Anagrafe degli animali d’affezione gestita dal Ministero della Salute, che viene alimentata e aggiornata almeno una volta al mese dalle Regioni e dalle Province autonome.

 

La Regione con più animali con microchip, 2.484.207, è la Lombardia. Quella con meno iscritti all’Anagrafe, 35.009, è la Valle d’Aosta. Salgono sul podio il Veneto (1.648.410) e l’Emilia Romagna (1.543.895). Seguono il Piemonte (1.250.097), la Campania (1.248.539) e il Lazio (1.165.623).

Far controllare il microchip almeno una volta l’anno

La banca dati è uno strumento utile a conoscere l’anagrafe di provenienza di un cane smarrito: basta digitare il codice a 15 cifre del microchip nella stringa di ricerca. La lettura del microchip per ottenere il codice può essere svolta dai servizi veterinari delle Asl e dagli ambulatori veterinari privati muniti del lettore. Nel caso in cui la ricerca dell’identificativo non produca risultati, si può provare a ricercare il codice nelle singole Anagrafi Territoriali poiché le Regioni aggiornano i dati con differenti tempistiche.

 

L’Oipa suggerisce di far controllare il microchip almeno una volta l’anno poiché vi possono essere casi, anche se rari, di microchip guasti e dunque non leggibili.

L’obbligo anche per gatti e furetti

Animali: più di 15milioni hanno il microchip.

«L’obbligo del microchip per i cani – commenta Massimo Comparotto, Presidente Oipa – è un efficace metodo di lotta al randagismo sia per identificare i cani presenti sul territorio, sia per riportare in famiglia animali smarriti. Stessa funzione potrebbe avere per gatti e furetti. In Italia, la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (legge n.282/91) ha reso obbligatoria l’iscrizione di ogni cane all’anagrafe regionale, sia esso di proprietà privata o randagio, e questo è un chiaro ostacolo all’abbandono di un cane adottato da un canile. Occorrerebbe ora introdurre l’obbligo anche per gli altri animali d’affezione».

 

Dalle cifre della banca dati ministeriale, infatti, emerge chiaramente come siano ancora pochi i gatti con microchip, senza considerare i furetti meno presenti nelle famiglie italiane, poiché non esiste alcun obbligo d’iscrizione alle Anagrafi territoriali per queste due specie. In Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Umbria il dato relativo ai gatti è 0.

L’Anagrafe nazionale felina 

Dal 2011 è online l’Anagrafe nazionale felina- Anf gestita dall’ Anmvi, Associazione nazionale medici veterinari italiani che registra, su base volontaria dei richiedenti, i dati identificativi dei gatti con microchip. Tutti i proprietari di gatti possono rivolgersi a un medico veterinario aderente all’Anf per l’identificazione e la registrazione del gatto.

«In attesa dell’introduzione di un obbligo generale – conclude Comparotto – ci appelliamo a tutte le Regioni affinché con proprie leggi introducano l’obbligo d’iscrizione all’Anagrafe degli animali d’affezione. Sarebbe un ulteriore stretta al fenomeno dell’abbandono e della sovrappopolazione degli animali chiusi in canili e gattili».

Foto: Unsplash, Pixabay