Otoliti, cosa sono e perché sono così importanti

29 dicembre 2023

Otoliti, cosa sono e perché sono così importanti

Comunicato stampa

Otoliti, cosa sono e perché sono così importanti

Otoliti: è un argomento di stretta attualità, visto che ne soffrirebbe da qualche giorno la Premier Giorgia Meloni. Cosa sono e perché sono così importanti?

Lo abbiamo chiesto a Rosario Cerruto, specialista in otorinolaringoiatria del Gruppo INI.

 

«Gli otoliti sono piccoli agglomerati di carbonato di calcio – spiega Cerruto – presenti in strutture specifiche del vestibolo, organo periferico dell’equilibrio in stretta relazione con l’orecchio interno, chiamate utricolo e sacculo, ovvero organi otolitici. Svolgono un ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio e la stabilità. Se ci sono problemi con gli otoliti, ad esempio se per vari motivi dovessero staccarsi  potremmo avere vertigini o problemi di equilibrio.

Per capire meglio il ruolo degli otoliti dovremmo immaginare l’orecchio interno come una sorta di labirinto pieno d’acqua. All’interno di questo labirinto, ci sono piccoli sensori, chiamati recettori, e gli otoliti sono come sassolini che si muovono in risposta ai movimenti della testa.

Quando incliniamo la testa o ci muoviamo, gli otoliti seguono questi movimenti, stimolando i recettori e inviando segnali al cervello. Questi segnali aiutano il cervello a capire la posizione e il movimento del nostro corpo nello spazio».

 

L’otolita può staccarsi dalla sua sede specifica e entrare in uno dei 3 canali semicircolari, che assieme al sacculo e all’utricolo compongono l’apparato vestibolare periferico.

Mentre sacculo e utricolo sono deputati al riconoscimento degli spostamenti lineari della testa e alla sua posizione, i canali  semicircolari  sono sensibili alla rotazione angolare della testa.

 

Se gli otoliti si staccano dal sacculo e utricolo e entrano nei canali semicircolari, stimolano in modo errato i recettori che controllano l’equilibrio nelle rotazioni con la falsa sensazione di  rotazione che porta alla vertigine.

Quest’ultima a seconda dell’intensità e’ spesso,sebbene temporaneamente, molto invalidate ed associata a nausea, vomito, instabilità.

 

«E’ evidente – conclude Cerruto – che sintomi e intensità del problema possono variare da persona a persona. Quasi sempre il problema è risolvibile con delle manovre particolari, che devono essere necessariamente eseguite da uno specialista esperto. Quest’ultimo esegue in primis delle manovre diagnostiche che hanno lo scopo di individuare il lato e il canale semicircolare interessato dall’otolita.

Fatta la diagnosi, lo specialista prosegue con le cosiddette manovre liberatorie, specifiche a seconda del canale semicircolare interessato dall’otolita e dal lato, al fine di riposizionare l’otolita della sua giusta sede».

Foto: Pixabay